15:51 27 Novembre 2020
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Jean-François Kahn, direttore della rivista Marianne, ha pubblicato martedì un articolo con il titolo "Siria: un'altra vittima è l'accuratezza delle informazioni". Sputnik ha parlato con il giornalista e media-manager.

Senza mettere in dubbio la sincerità dei giornalisti, Jean-François Kahn si chiede perché, nella copertura degli eventi in Siria, i suoi colleghi sono più in sintonia con i ribelli, che con il governo, qualunque esso sia.

Come sempre, Jean-François Kahn difende il diritto di porre domande. E se molti giornalisti francesi hanno preso le parti della cosiddetta opposizione moderata ad Aleppo, il fondatore della riviste l'Evénement du jeudi e Marianne, si chiede quanto profondamente i suoi colleghi hanno cercato di analizzare chi sono in realtà i ribelli, che sono o se sono peggio di altri, come dimostra la situazione in Algeria o in Afghanistan.

Con la certezza che "l'islamizzazione del movimento di protesta ha avuto inizio nel 2013 alimentato dall'Arabia Saudita, Qatar e Turchia", Jean-François Kahn ha sottolineato che "un'opposizione, con valori umanistici, socialdemocratici, socialisti e liberali, non prenderà istintivamente le armi come i partigiani".

Jean-François Kahn è sicuro della sincerità dei colleghi giornalisti, rimprovera loro però di avere una visione limitata della situazione, che si riduce a pensare che "in lotta contro i cattivi, altri cattivi non ci possono essere".

Commentando il racconto di un residente est di Aleppo su ciò che accade sul posto, Jean-François Kahn ha risposto: "ho potuto rispondere in fretta e dire, ecco, vedete, è la prova della mia affermazione sul fatto che l'opposizione moderata quasi non esisteva, ma cerco di essere onesto con me stesso, dicendo che si tratta solo di una delle prove, e la testimonianza non è una prova assoluta". In Francia un commento così discreto non si sente spesso, questo distingue positivamente un giornalista che lavora alla "vecchia maniera".

In conclusione del suo articolo, Jean-François Kahn si è rivolto al pubblico con un appello per creare una commissione giornalistica ad Aleppo: "dobbiamo richiedere una commissione internazionale, che andrebbe ad Aleppo est, per fare un'indagine e raccontare ciò che è accaduto in realtà. Per concludere se si è sbagliato, per fare luce sulla situazione". Questo appello difficilmente verrà ascoltato, in particolare perché la stampa francese non mostra di voler ascoltare le ragioni del giornalista.

 

 

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Tags:
giornalismo, giornali, Stampa, Francia, Siria
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