21:13 16 Ottobre 2018
Il presidente siriano Bashar al-Assad surante l'intervista

La Francia prepara l'opinione pubblica ai colloqui con Assad?

© Sputnik . Press service of the President of Syria Bashar al-Assad
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La prima volta, un anno fa, il viaggio dei deputati francesi a Damasco e Aleppo, su iniziativa di Thierry Mariani, suscitò polemiche in Francia.

Sullo sfondo delle critiche politiche, nonostante la posizione ufficiale di Parigi e i contatti con il governo siriano, si è verificato un altro evento imprevisto: Bashar al-Assad ha rilasciato un'intervista a tre media francesi, compreso il canale di informazione France Info e il canale ufficiale del Parlamento francese.

"La verità è la principale vittima degli eventi in Medio Oriente" ha detto ieri Bashar al Assad ai tre media francesi. Il report diretto delle parole del presidente siriano ai francesi sono un primo passo di una vera politica della Francia sulla questione siriana? È possibile interpretare queste interviste come la volontà francese di riprendere il dialogo con Damasco?

Sputnik France ha parlato con Jean Lassalle, deputato dell'assemblea Nazionale e candidato alla presidenza, uno dei tre deputati che con una delegazione di parlamentari è andato in Siria con Thierry Mariani. Lassale ha parlato di una lenta evoluzione della percezione dei media con Damasco: "Innanzitutto, i media sono stati molto critici per il nostro viaggio. Quelli che hanno incontrato Assad, hanno un po' cambiato il loro atteggiamento, ma la situazione generale in Francia cambierà presto". Lassalle è scettico sulla possibilità di cambiamento della politica estera francese prima delle elezioni: "Non credo che prima delle elezioni presidenziali in Francia cambierà la politica nei confronti della Siria. François Hollande non abbandonerà le sue idee principali, la Francia non sarà in grado di rinunciare alle idee di Ginevra e partecipare ai negoziati ad Astana".

Secondo Alexandre del Valle, esperto di geopolitica e relazioni internazionali, autore del libro "I veri nemici dell'Occidente: dal rifiuto della Russia all'islamizzazione delle società aperte", della casa editrice Editions du Toucan, è ancora troppo presto per parlare di un cambiamento di atteggiamento verso il governo siriano. Il colloquio con Assad non è necessariamente indice di un cambiamento di atteggiamento. Al contrario, le parole del presidente siriano possono essere utilizzate da politici e giornalisti con altre finalità.

"Penso che ad alcuni media sia piaciuto che Bashar parli bene di Trump e Finnon. Alcuni lo useranno per fargli un dispetto. Si sa che oggi in Occidente il più grande peccato è essere vicini al governo siriano e russo. Quando un leader occidentale viene accusato di essere vicino a Putin e Bashar al Assad, di solito, non è positivo per l'accusato. Non sono sicuro che si tratta di un cambiamento di valutazione sul regime siriano o su Bashar. Credo che sia una sensazione: abbiamo un presidente-dittatore, che ha incarnato il male assoluto e che dice cose buone su Trump e Finnon. Credo che di per sé, questo dato è interessante per i media, per colpire queste due persone".

Del Val ritiene che i deputati si sono recati in Siria per svolgere il ruolo di ponte e preparare il terreno per una nuova politica dopo il ritorno della destra al potere:

"La presenza di queste due persone ha un valore per il ritorno dei gollisti al potere in Francia e all'unione con la Russia, che, naturalmente, in termini diplomatici, significherebbe convergenza con il regime di Assad. Come si è detto, citando il signor Copé, sarebbe "una sorta di male minore rispetto ai terroristi, e anche con gli islamisti in generale. Nell'opposizione armata non solo ci sono i terroristi, ma anche gli islamisti radicali, i Fratelli musulmani, che hanno la stessa ideologia dei terroristi, ma quello che stanno facendo non corrisponde alle stesse azioni perché non hanno lo stesso titolo. Credo che questi deputati vogliano amplificare la loro posizione, che a un certo punto ha anche preso Hollande rivedendo la sua posizione antirussa, dopo gli attacchi terroristici, vedendo che il nemico, più di altri, attacca i francesi. Penso che questo è in qualche modo un messaggio da parte di questi deputati e dello stesso Bashar al-Assad.

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