19:44 24 Febbraio 2020
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Intervista di Sputnik con Nguyen Van Duoc, colonnello generale dell'esercito del Vietnam, ex vice ministro della difesa.

Secondo la classifica "Global Firepower 2016" il 17° posto al mondo delle potenze militari è occupato dallo scorso anno dal Vietnam. Nel sud est asiatico il Vietnam occupa il secondo posto, secondo dolo all'Indonesia, ma superando la Thailandia. Il calcolo della posizione in classifica tiene conto di 50 fattori, tra i quali le spese per la difesa, il potenziale dell'aviazione e della marina, l'accesso ai giacimenti di risorse naturali e le caratteristiche logistiche del paese, come ad esempio la quantità di porti e di aeroporti, così come l'estensione della rete stradale. La classifica non tiene conto del potenziale nucleare degli stati, così come la natura della leadership militare e politica dei paesi valutati.

L'agenzia "AEC News Today" ha commentato i dati del "Global Firepower 2016" sottolineando che il Vietnam, con la sua esperienza di battaglie vittoriose contro la Francia, gli Stati Uniti e la Cina, oggi è una potenza militare significativa.

L'ex vice Ministro della difesa nazionale del Vietnam, il presidente del comitato dei veterani della guerra in Vietnam, il colonnello-generale Nguyen Van Dyok ha detto a Sputnik in un'intervista, che furono sostenuti dall'assistenza militare fornita dalla ex Unione Sovietica. Il successore dell'URSS, la Russia, continua la tradizione di fratellanza militare con il Vietnam, dando al paese gli armamenti necessari per rafforzare le proprie capacità difensive e di migliorare le capacità dell'Esercito Popolare del Vietnam. L'esercito ha a sua disposizione una grande quantità di armamenti dell'esercito russo.

"Con lo stesso amore e rispetto con cui il nostro paese si relazionava all'Unione Sovietica, noi adesso ci relazioniamo alla Russia. L'efficienza della nostra cooperazione tecnico-militare con la Russia è in costante crescita. La Russia fornisce opportunità di formazione per le nostre forze armate, ci fornisce tutti i tipi richiesti di armi: carri armati, aerei, navi da guerra, sottomarini, sistemi di difesa aerea. Si potrebbe dire che molti dispositivi e armamenti con i quali è equipaggiato l'esercito russo sono a disposizione dell'esercito vietnamita".

Soldati dell'Esercito Popolare del Vietnam
© AFP 2019 / HOANG DINH Nam
Con la pubblicazione della classifica "Global Firepower 2016" è coinciso l'annuncio sul fatto che il Vietnam stia ricevendo il sesto sottomarino diesel commissionato alla Russia, il modello "Warszawianka", secondo la classificazione occidentale "Kilo". Una volta entrato in servizio nella marina vietnamita, si chiamerà "Ba Ria-Vung Tau". La differenza tra questi vascelli e tutti gli altri nel mondo è che producono poco rumore rendendo estremamente difficile la loro individuazione mediante il sonar. Non è a caso che gli esperti occidentali hanno chiamato il sottomarino "buco nero marino".

Nel Mar Nero, nelle acque di Novorossiysk, in questi giorni sono in corso i test finali della seconda coppia russa navi pattuglia "Gepard". Esse potranno essere trasferite in Vietnam nel primo trimestre di quest'anno. La prima coppia di "Gepard " si chiamerà "Dinh Tien Hoang" e "Lee Thay To" esono già state consegnate al Vietnam, il quale ha espresso interesse per l'acquisto di una terza coppia.

È opportuno ricordare che la le armi di piccolo calibro e i cannoni anti-aerei sono iniziati a giungere ai soldati dell'esercito vietnamita già nei primi anni cinquanta del secolo scorso. Nel 1954 l'artiglieria a razzo russa «Katyusha» contribuì a vincere la battaglia di Dien Bien Phu. Tra gli anni 60 e 70 i missili e gli aerei russi hanno distrutto nel cielo del Vietnam del Nord circa 1700 aerei nemici. Il 30 aprile 1975, proprio i carri armati russi sfondarono i cancelli del palazzo "Dinh Độc Lập" a Saigon.

Parlando degli ultimi anni, la Russia e il Vietnam hanno firmato contratti per la fornitura di armi per l'Esercito Popolare Vietnamita per un valore di oltre 4,5 miliardi di dollari.

La Repubblica ha ricevuto missili anti-aerei "Thor", "Buk" e "C-300", sistemi significativamente superiori al "Dvina", inviato in Vietnam negli anni della guerra di resistenza. Sono in corso trattative per la fornitura al Vietnam di missili "S-400" con ancora una maggiore potenza e capacità di fuoco. Macchinari russi, in particolare l'elicottero "Mi-8" occupa buona parte del parco d'aviazione del Ministero della difesa del Vietnam. Nella lista dei velivoli mandati dalla Russia alla repubblica ci sono 10 caccia "Su-27", e 32 "Su-30MK2" progettati per la distruzione di obiettivi di aria, terra e di mare. Questi velivoli andranno a sostituire i Mig della guerra di resistenza. Per quanto riguarda la marina della repubblica, oltre ai già citati "Gepard", è dotata delle navi russe "Svetliak", capaci di raggiungere la velocità di 56 km all'ora, e delle navi lanciamissili "Tarantul". Dopo aver fatto l'aggiornamento con la nave lanciamissili russa "Mol'nja" il comando militare del Vietnam ha iniziato la propria produzione su licenza ad Ho Chi Minh. Sono stati inviati alla Repubblica i sistemi missilistici costieri "Bastion", capaci, singolarmente, di difendere oltre 600 chilometri di costa, e di tenere sotto controllo le acque per una superficie di 200mila chilometri quadrati. Non esiste nessuna arma in possesso delle marine di altri stati in grado di contrastare i missili "Bastion". E' significativo che questi complessi si trovano sul territorio della penisola di Crimea, nei pressi della costa, quando si sono avvicinate le navi da guerra degli Stati Uniti. Queste dopo aver rilevato il sistema "Bastion", hanno immediatamente lasciato le acque della Crimea.

La quota della Russia sul mercato delle armi del Vietnam negli ultimi anni ha raggiunto il 90% sottolineano gli esperti militari.

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conflitto, Guerra, Potenziale bellico, Armi, vendita, Potenziamento, Armi, Forze armate, Esercito, Vietnam, Russia
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