03:25 16 Novembre 2019
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Giornalisti occidentali affossano il dossier dell'intelligence USA sugli “hacker russi”

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Molti giornalisti occidentali che seguono gli eventi con la Russia hanno accolto con perplessità il dossier dell'intelligence statunitense sugli "hacker russi", criticandolo per la mancanza di prove e per ragionamenti bizzarri, così come per il livello da "dilettanti".

La CIA, l'FBI e la NSA hanno reso pubblico un rapporto in cui ancora una volta accusano la Russia di "ingerenza nelle elezioni americane", tuttavia nel documento non viene presentata nessuna prova, motivandolo con la tutela della riservatezza delle fonti. Allo stesso tempo nel rapporto si indica che le agenzie di intelligence degli Stati Uniti hanno tratto le conclusioni sulle "operazioni segrete dei russi per influenzare le elezioni" da fonti come le trasmissioni televisive e i post sui social network. Quasi la metà del rapporto è stata dedicata al network televisivo Russia Today (RT) e all'agenzia di notizie Sputnik, tuttavia i dati su RT erano essenzialmente quelli di 5 anni fa con qualche contestualizzazione sugli eventi recenti.

Ancora una volta gli americani non hanno fornito nessuna prova documentale, come nelle precedenti accuse contro la Russia, nonostante le numerose smentite di Mosca e le richieste di argomentazioni dettagliate. Oltre ai rappresentanti delle autorità russe ha parlato dell'inconsistenza di questi teoremi Trump, che li ha definiti ridicoli.

Molti giornalisti hanno riposto l'attenzione sul fatto che nel dossier non ci sono prove.

"Solo a me pare che questo rapporto sembra fatto da alcuni giornalisti in un paio di giorni, piuttosto che da servizi segreti per mesi?" — si è chiesto su Twitter il corrispondente da Mosca del Guardian Shaun Walker.

​"Il rapporto dell'intelligence sulla Russia è poco più che una semplice raccolta di ipotesi, capisco la protezione delle fonti e dei metodi, ma il dossier è debole," — ha twittato il direttore di Weekly Standard e commentatore di Fox News Stephen Hayes.

​Il giornalista Kevin Rothrock ha definito il rapporto da "dilettanti" e "imbarazzante", inoltre ha rilevato alcuni strani passaggi del documento. "Le nuove cospirazioni diaboliche di @RT_com: hanno seguito Occupy Wall Street, la famosa campagna per distruggere l'America" — ironicamente twitta Rothrock.

​Ha in aggiunta preso con ironia che l'intelligence statunitense abbia percepito come prova inconfutabile "dell'ingerenza russa nelle elezioni" le dichiarazioni del leader del Partito Liberal-Democratico Vladimir Zhirinovsky, secondo cui la Russia avrebbe gioito dell'elezione di Trump alla Casa Bianca. "Non ci credo. E' il vero rapporto dell'intelligence degli Stati Uniti?" — Rothrock ha scritto su Twitter.

​Il direttore del "Moscow Times" Matthew Kupfer ha definito il rapporto "dubbio nella migliore delle ipotesi".

​Lo scrittore e giornalista americano Glenn Greenwald è stato anche sorpreso dal fatto che non c'è traccia di nessuna prova documentale nel rapporto. "Questo nuovo rapporto riguarda 1) letteralmente la metà di RT 2) contiene la stessa ipotesi molte volte 3) non include alcuna prova sulle affermazioni," — ha scritto su Twitter Greenwald.

​"Il rapporto a lungo atteso della National Intelligence in realtà non fornisce alcuna nuova informazione ed è essenzialmente una storia noiosa su RT. Che sciocchezza," — scrive il giornalista Michael Tracey.

​"A prescindere da quello che uno pensa sull'hacking dei russi, il fatto che la metà del rapporto è l'introduzione di una campagna marketing di RT di 5 anni fa sembra strano," — ha twittato il giornalista Adam Johnson.

​"Il rapporto della National Intelligence sostiene che alcuni talk show di RT sono costati ad Hillary le elezioni. Forse non è dovuto al fatto che Hillary era un terribile candidato?" — Ha scritto su Twitter il giornalista Paul Watson. Nel rapporto vengono elencati alcuni programmi di RT che non vengono più trasmessi da molto prima delle elezioni presidenziali.

​Il corrispondente del Financial Times da Mosca Max Seddon se la ride anche per il fatto che la relazione scrive cose note a tutti, per esempio che i media controllati dallo Stato russo sono finanziate dal governo. "Il rapporto declassificato dall'intelligenza statunitense sull'hackeraggio russo è pieno di informazioni sensazionali, come quella che" RT è controllato dal Cremlino," — twitta Seddon.

​Persino l'ex ambasciatore americano in Russia Michael McFaul, noto per la sua avversione al Cremlino e per il suo sostegno al Partito Democratico, ha twittato che "molte domande restano senza risposta."

 

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Tags:
Giornalismo, hacker, cyberattacchi, Presidenziali USA 2016, Sputnik, RT, Servizi segreti USA, Russia, USA
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