17:00 24 Marzo 2017
    Alaska, US

    Come ha perso la Russia un intero continente

    © Foto: Vlad Minin
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    Pochi sanno che circa trecento anni fa, la Russia, aveva la possibilità di diventare l'unica potenza del mondo, estendendosi su due continenti.

    Diverse spedizioni lungo tutto l'Impero avevano portato a conquistare vari possedimenti in un altro continente: erano l'Alaska, le isole Aleutine, l'arcipelago Alexander, la fortezza di Elisabetta alle Hawaii ed il famoso Fort Ross della California. Perché la Russia ha perso queste ricchezze?

    Nel 1648 Semen Dedznev organizzò una spedizione per l'esplorazione di nuove rotte marittime.

    Un gruppo di coraggiosi marinai, che presero il largo dalle coste della Siberia, dopo breve tempo, incapparono letteralmente nelle coste americane. A causa della costa rocciosa, una delle scialuppe naufragò, ma fu proprio lì che Dedznev decise di fondare il primo insediamento russo, Kingovej.

    Dopo un secolo, il mercante di Irkutsk Gregorij Shelichov decise di ritentare l'impresa di Dedznev, ponendo come obiettivo finale della spedizione, la creazione di un saldo fortino, da cui sarebbe stato possibile partire per esplorare tutta la zona circostante. Il 14 agosto 1784 la flotta delle tre navi, chiamate "i Tre santi", "San Simeone" e "San Michael", raggiunse l'Alaska. Dopo quattro anni di insediamento sull'isola Kodiak, il luogo ricevette ufficialmente il nome di Porto Pavlovskij.

    Nel 1799 lì fu fondata la prima città destinata a diventare la Capitale russa d'America. Il primo gruppo di coloni era costituito da 200 russi e 1000 aleuti, che dopo poco si abituarono a chiamare Novo Archangelsk casa.

    Nel 1810 in California i possedimenti erano vari e ne approfittò il visionario ricercatore russo Ivan Kuskov. Comprò parte della terra formalmente spagnola dagli abitanti indiani. L'11 settembre del 1812 Kuskov pose la prima pietra della famosa fortezza di Ross, primo avamposto russo più meridionale in Nord America. I primi inquilini del suo insediamento fortificato furono 95 russi e 80 indiani. Con una convenzione anglo-russa del 1825 furono regolati i confini britannici e russi sul continente. Per comodità fu scelta la dorsale delle Montagne Rocciose, che si estendeva per vaste aree deserte. Per ragioni ancora sconosciute, i russi non hanno mai rischiato di attraversare l'altra parte delle montagne, dove per mezzo secolo le vaste pianure non furono attraversate da alcun colono.

    Nel gennaio 1841 la fortezza di Ross fu acquistata da John Sutter, intelligente e lungimirante imprenditore americano, successivamente soprannominato "imperatore della California". Allora la resa è stata incondizionata e la Russia ha ufficialmente dichiarato la perdita di interesse per una zona così importante geopoliticamente.

    Gli storici ancora oggi dibattono strenuamente sulle cause di vendita dell'Alaska. In un modo o nell'altro, nel 1867 il Governo americano acquistò tutta l'Alaska per 7 200 000 dollari. Ed è così che è finita la storia dei russi che hanno perso la loro occasione di estendersi su due o tre continenti.

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    Tutti i commenti

    • nikita
      Fu un tragico errore dovuto purtroppo dalla poca conoscenza dei territori, dalla mancanza di una seria ligistica e certamente dalla quasi nulla lungimiranza!
      Fa male al solo pensarlo...ma è andata così!
      Sarebbe bastato fare dei seri capisaldi ed inviare scienziati e ricercatori, per comprendere al meglio le potenzialità di quelle zone.
      Invece.....la storia ha consegnato agli americani dei territori ricchi e immensi.
    • avatar
      maurizio.innocenti8
      Era impossibile mantenere il possesso di quei territori.
      Già l'enorme Siberia è ancor oggi quasi spopolata e la Russia non aveva
      abbastanza persone da mandare per colonizzare seriamente
      Alaska e costa ovest degli Usa.
      Diciamo che gli Usa sono stati brillanti nel pagare un compenso
      per la cessione formale dell'Alaska.
    • bIn risposta nikita(Mostra commentoNascondi commento)
      nikita,
      la lungimiranza è un termine usato nel futuro per giudicare gli autori delle azioni del passato; ma quando il futuro non esiste ancora, e si vive il presente, si fanno le azioni che si ritengono più opportune secondo il caso, la necessità, il valore, il costo e altri fattori e progetti che guardano anche al futuro ma tenendo i piedi nella vita presente.
      Il futuro è la palla di vetro del mago, nessuno può sapere cosa succederà tra trecento anni: ma tutti abbiamo l'abitudine di giudicare i nostri predecessori, anche i più lontani nel tempo, accusandoli di poca lungimiranza.
      Del senno del poi riempiamo le fosse ma i nostri contemporanei, noi, siamo più inclini a giudicare i nostri avi, che a Creare o perdere anni dietro un Ideale; Se viaggiamo lontano lo facciamo in poche ore al caldo di un'accogliente fusoliera d'aereo e scendiamo in comodi alberghi agli antipodi, senza nemmeno capire cosa sia stato viaggiare per mesi con barche di legno in mari gelati e a piedi in terre sconosciute, stando lontani da casa magari per anni e senza sapere cosa succede in patria.

      Lungimiranza dici ? Torniamo nel passato e affoghiamo Cristoforo Colombo.
      Un caro saluto.
    • nikitaIn risposta b(Mostra commentoNascondi commento)
      b, carissimo, su Colombo ti do atto...
      Infatti quando parlo di logistica, ho detto praticamente tutto.
      Una condizione mutevole nel tempo ma che racchiude in se stessa le condizioni per poter operare in qualunque settore.
      Direi quasi una scienza, che ha permesso allora e oggi, di portare avanti importanti scoperte e pure guerre.
      I nostri antichi padri, la terra che hanno forgiato (e proprio grazie a loro che nasce il termine Patria o terra dei Padri), hanno fatto quello che potevano con i mezzi che avevano.
      Certo, la famosa ricerca di nuove terre, era mossa da feroci ambizioni dei regnanti di allora, vista più come una conquista che un valore umano aggiunto.
      I risultati storici sono sotto gli occhi di tutti....
      Cancellate intere civiltà nel nome di qualsiasi cosa che capitava a tiro.
      Se noi guardiamo l'Inghilterra, vediamo i risultati coloniali nel mondo. Un'isola che si espande attraverso la conquista e sottomissione forzata di interi Paesi e Popoli.
      Ma gli inglesi portavano al seguito delle loro spedizioni chiamate dapprima "scientifiche", valenti studiosi e scienziati, i quali lavoravano con studi, sondaggi, prelievi e perchè no, con la lungimiranza inerente alle potenzialità di arricchimento della loro corona.
      Erano formidabili nella logistica, realizzata talmente bene da poter in breve portare sui territori occupati, coloni e truppe militari, atte all'espansionismo.
      Gli Zar russi avevano già di suo un territorio enorme da gestire ma peccarono in logistica.
      Non tutti i regnanti di allora avevano compreso appieno questa nuova "scienza".
      E averne una efficiente o meno, poteva fare la differenza.
      Diventa pertanto difficile giudicare i nostri predecessori e su questo concordo.
      Ma possiamo esprimere il nostro punto di vista sul fatto se per noi le loro azioni siano state un bene o un male.
      Confrontarci con i tempi nostri e con il nostro modo di vedere e pensare, risulta molto complesso.
      Dico sempre che molte guerre, battaglie o scoperte potevano essere vinte, guardandole con i nostri occhi.
      Ma sul campo di battaglia, c'erano solo loro.
      Un salutone cordiale!
    • bIn risposta nikita(Mostra commentoNascondi commento)
      nikita,
      come dici, la ricerca di nuove terre era opera di feroci regnanti che fornivano i propri uomini della migliore tecnologia d'epoca...
      E qui il tuo paragone con l'Inghilterra è splendido.
      Ma nell'articolo citano mercanti, come Marco Polo, e i lunghi viaggi di scoperta venivano fatti anche da intelligenti passionari di scienza e senza scopo di profitto, come le terre di Francesco Giuseppe nel cuore del polo nord e infiniti altri... Solo menti malate di sete di conquista, di potere, di denaro, di distruzione e dominio di altre civiltà ( inglesi maestri eguagliati ma mai superati ) possono elaborare piani - di distruzione- a lungo termine;
      Ma il mio apprezzamento va a chi, nel suo cammino centenario o millenario, lascia più serenità che odio nelle Terre che percorre, anche col rischio di non possederle in futuro; e in questo apprezzo la Russia.
      Un cordiale bacione !
    • avatar
      советский
      Non è finita qui. Quando la Gente non ne potrà più, chiederà automaticamente ed istintivamente l'inclusione degli Stati persi per negligenza e denaro nella Federazione Russa. Dove " se magna e se guadagna" e si viene ben gestiti chiederanno tutti nei due continenti americano l'adesione alla Federazione Russa per necessità impellenti. Succederà la stessa cosa in Europa. Quando scoppierà il Bubbone ci sarà la Russia a raccattarne i cocci. Viva la Russia dall'Impero Romano, all'Impero Bizantino, all'Impero degli Czar, alla Unione Sovietica, alla Federazione Russa, eccetera, eccetera. E' sempre lei: la Grande Madre Russia.
    • A.Martino
      Indubbiamente, oggi e col proverbiale senno di poi, la vendita dell'Alaska appare un clamoroso errore geopolitico dello zar Alessandro II. E altrettanto indubbia, appare vicente la strategia americana dell'espandersi non con guerre (salvo che nel caso del Messico), ma mettendo più prosaicamente e pacificamente , mano al portafoglio non solo con gli zar ma anche con Napoleone (Louisiana allora territorio ben più vasto dell'attuale), e Spagna (Florida).
      Perché col Messico le cose furono più burrascose, e sfociarono nella guerrra "di Polk", come la chiamano gli americani dal nome del presidente di allora? Per due motivi fondamentali:il primo, il non essere vincolati dalla dottrina di Monroe, che prevedeva sì la intangibilità dello status quo nel Nuovo Mondo, non solo nel senso di azioni avventurose da parte di potenze europee ma anche , coerentemente, da parte degli statunitensi stessi, e che comunque lasciava mani libere tra potenze americane; infatti sarà fatale a Massimiliano d'Asburgo l'essere percepito dagli americani come un fantoccio di Napoleone III; ma anche, secondariamente, l'orgoglio messicano che preferì una guerra suicida a una umiliante trattativa commerciale su qusi metà del proprio territorio.
      E' comunque vero che anche la Russia, nel caso dell'Alaska, dimostrò di sentirsi una potenza intrinsecamente europea ed eurocentrica: ma il mondo, di lì, a mezzo secolo, avrebbe ridimensionato l'eurocentrismo drasticamente e spietatamente, a forza di due guerre mondiali. Oltretutto, la presenza di ricchezze naturali quali il petrolio, era ignota.
    • avatar
      gusar
      Questi esploratori e imprenditori russi erano al corrente che dall'altra parte del Continente da più di 300 anni Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci ed ancora prima, da circa 1300 anni, perfino il frate irlandese Brendano avevano cominciato la colonizzazione delle Americhe????.
    • avatar
      francescoslossel
      con i se ed i ma non si cambia la storia, che però dimostra le capacità ed il coraggio sempre manifestati dal popolo Russo!
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