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    NI: le sanzioni di Obama sono più dannose per gli USA che per la Russia

    © Sputnik. Mikhail Klimentiev
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    Le azioni di Barack Obama, attuate negli ultimi giorni del suo mandato presidenziale, mirano non tanto a tutelare gli interessi del Paese, ma piuttosto a complicare la vita al suo successore alla Casa Bianca, Donald Trump, e, infine, danneggiano gli stessi Stati Uniti.

    Lo scrivono l'editore della rivista Dmitry Symes e l'analista Paul Saunders sul sito del The National Interest. Per esempio gli autori parlano dell'introduzione delle sanzioni antirusse in risposta all' "'intervento durante le elezioni". Secondo la versione di Obama, gli attacchi degli hacker sono stati fermati.

    Il Presidente non ha fornito alcuna prova di influenza sul risultato delle elezioni americane. Quindi non c'è alcuna ragione per affermare che l'intervento della Russia sia stato significativo, scrivono gli autori. In questo caso non c'era bisogno di ricorrere alle sanzioni oppure era possibile attendere la fine delle indagini, fornendo a Trump il diritto di affrontare questo problema.

    Ipotizziamo invece che l'intervento russo sia stato serio: le misure prese da Obama, di nuovo, non possono essere considerate proporzionali. L'espulsione dal Paese di 35 diplomatici russi e l'introduzione di sanzioni contro gli agenti del FSB e della GRU difficilmente, possono danneggiare la Russia o esercitare alcun effetto.

    Gli alti funzionari dei servizi russi, se sani di mente, difficilmente viaggeranno negli USA o, di più, acquisteranno immobili negli Stati Uniti, scrivono gli autori. Quindi le sanzioni di Obama non sono che un gesto simbolico. Per quanto riguarda il divieto di accesso ai diplomatici alle cosiddette "dacie" della  missione permanente a New York e all'ambasciata a Washington, è la stessa scelta che i consiglieri suggerirono di fare a Ronald Reagan nel 1983, dopo che in URSS fu abbattuto un aereo passeggeri della Corea del Sud.

    Reagan all'epoca respinse quel consiglio, perché una tale mossa sarebbe stata non solo meschina, ma non avrebbe pregiudicato la politica sovietica. Ma quello che sembrava troppo meschino a Reagan, non è sembrato ad Obama, che, tra l'altro, durante la campagna elettorale del 2012, ha criticato il suo avversario Mitt Romney per le opinioni da tempi della guerra fredda, ricordano gli autori.

    Inoltre, per il deterioramento delle relazioni con la Russia, gli USA continueranno a perdere, così come le polemiche politiche impediscono un'efficace cooperazione dei due Paesi per combattere il terrorismo. In questo modo, le azioni di Obama hanno messo in pericolo la vita di cittadini americani, non portando in cambio alcuni evidenti vantaggi politici per il Paese, ritengono Symes e Saunders.

    È meschino un regolamento di conti tra avversari politici, se costa sacrificare gli interessi nazionali degli Stati Uniti. Inoltre ha posto Obama in una cattiva luce e Putin in una moderata, conclude The National Interest.

    Il 29 dicembre il Presidente Barack Obama ha annunciato l'introduzione di sanzioni contro nove organizzazioni russe e persone fisiche, compresi gli ufficiali del FSB e GRU. Le autorità degli Stati Uniti hanno espulso 35 diplomatici russi. Vladimir Putin ha detto che, riservandosi il diritto di ritorsione, Mosca non risponderà a simili azioni ritorcendole contro i diplomatici americani in Russia.

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    Sanzioni, sanzioni, Barack Obama, USA
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