18:47 23 Settembre 2018
Bandiera russa presso l'Ambasciata a Washington

The Nation: non è la Russia a danneggiare gli USA, ma la russofobia

© Sputnik . Ramil Sitdikov
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Quelli che dicono che gli Stati Uniti siano minacciati, da un pericolo reale, fondato e non solo mitico da parte della Russia, sono russofobi che si nascondono dietro il patriottismo, scrive sulla rivista The Nation il giornalista Patrick Lawrence.

La società americana ha degli "spasmi di russofobia", più forti che negli anni '60, quando è scoppiata la crisi caraibica, si legge nell'articolo. Ci sono noti russofobi come il senatore John Mccain che, per abitudine, danno a tutti dei bugiardo se qualcuno mette in discussione il sentimento antirusso o il giornale New York Times che non mette in discussione niente della posizione delle autorità, come è stato nei momenti peggiori della guerra fredda. Allo stesso tempo, la massa di questi "cacciatori di streghe" di rango inferiore, in buona fede, cerca sempre nuove tracce "della mano del Cremlino".

Il pericolo di un ritorno del fantasma della guerra fredda non è solo un'apparente minaccia di un'escalation del conflitto nucleare. L'iniezione di isteria attraverso la continua ripetizione di accuse non confermate contro la Russia e la banale disinformazione, porta ad alterazioni distorte della visione del mondo e conduce a pregiudizi che non portano mai a nulla di buono, sottolinea il giornalista.

Inoltre, il dominio dei russofobi nella politica americana minaccia l'aumento di un crescente isolamento degli USA nel mondo, sottolinea l'autore. La continuazione della politica con il motto "chi non è con noi è contro di noi", adottata dai tempi di Bush junior, porterà al fatto che senza  supporto, sulla scena mondiale, rimarrà non la Russia, ma gli stessi Stati Uniti.

Un esempio lampante di questo è la Siria, dove gli USA hanno sostenuto l'"opposizione moderata", che, come si è scoperto dopo la liberazione di Aleppo, è coinvolta in omicidi di massa. È questo il prezzo reale del fatto che Washington si sia rifiutata di collaborare con Mosca, trattandola come un potere regionale e non prendendo in considerazione gli interessi comuni dei due Paesi, scrive The Nation.

Inoltre, per i russofobi americani vale la pena di smettere di mentire a sé stessi, pensando che Vladimir Putin sia "il diavolo in carne e ossa". Amare o non amare Putin è una questione privata, ma chiunque sia in grado di avere un pensiero razionale, non può non riconoscere che il Presidente russo sia un grande statista, che capisce bene il corso della Storia, si legge nell'articolo.

In Russia ci sono problemi, ma la soluzione la si dovrebbe lasciare ai russi, concentrandosi sulla collaborazione sulle questioni davvero importanti per gli Stati Uniti.

Il tocco moderno della russofobia non è più un retaggio di tempi della guerra fredda, con il suo maccartismo e la sua "caccia alle streghe". Ecco perché gli americani devono superare il passato e lasciarsi alle spalle la sterile lotta contro il fantasma dell' "aggressione russa", conclude The Nation.

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Russia, Russia, governo, USA, Russia
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