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    Sean Spicer

    Il portavoce di Trump mette in dubbio la proporzionalità delle sanzioni antirusse

    © REUTERS/ Carlo Allegri
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    Il futuro portavoce del Presidente eletto degli USA Donald Trump, Sean Spicer, ha messo in dubbio che le sanzioni contro la Russia siano una risposta adeguata per il presunto coinvolgimento nei cyberattacchi.

    "Penso che ci sia di fronte a noi una domanda: è una risposta adeguata? Cioè, guardate: 35 persone sono state espulse, due residenze chiuse, è la risposta perfetta e proporzionata questa azione?" ha detto il futuro portavoce della Casa Bianca in un'intervista al canale televisivo ABC News.

    Spicer ha ricordato che quando nel 2015 dei presunti hacker cinesi sono entrati nei sistemi di pianificazione e controllo dell'amministrazione degli Stati Uniti, "non è successo niente". Poi è stato riferito che nelle mani di quegli hacker potevano esserci i dati di oltre 4 milioni di americani, le cui informazioni erano registrate nei sistemi di controllo americani, perché facevano parte del personale di quell'organo.

    "Il Presidente eletto deve incontrare i rappresentanti delle strutture dell'intelligence la prossima settimana e ottenere informazioni complete su ciò che sanno, come lo sanno e se la risposta dell'amministrazione Obama sia proporzionale alle azioni compiute. Forse era si, forse no" ha detto Spicer.

     

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    hacker, Hacker, Portavoce Casa bianca, portavoce, USA, Russia
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