07:27 08 Dicembre 2019
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Cina invita il Vaticano a rimuovere ostacoli per ripresa relazioni

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La Cina è pronta a condurre un dialogo costruttivo con il Vaticano e spera che il Vaticano sia più flessibile e pragmatico. Lo ha detto il Presidente dell'Amministrazione statale per gli affari religiosi della Cina, Wang Zuoan al nono congresso nazionale dell'Associazione dei cattolici cinesi.

Il Presidente ha espresso la speranza che il Vaticano faccia passi concreti per migliorare le relazioni tra le due parti. L'appello di Pechino, per recuperare il rapporto con il Vaticano, è diventato in realtà la risposta alla dichiarazione della Santa Sede, pubblicata alla vigilia di Natale, dove il Vaticano ha espresso la speranza che si riesca ad abbassare la barriera sulla strada della normalizzazione delle relazioni con la Cina. Uno scambio di dichiarazioni conciliante tra le parti è positivo dopo la recente, negativa reazione del Vaticano per l'ordinazione di nuovi sacerdoti in Cina. L'esperto dell'Accademia Diplomatica cinese Ren Yuanzhe in un'intervista ha sottolineato l'importanza per la Cina di avere normali rapporti con il Vaticano:

"Le dichiarazioni di Wang Zuoan sono un nuovo segnale del desiderio della Cina di migliorare i rapporti con il Vaticano. Questo è una priorità dal 2013. Nel prossimo anno il Papa, durante il viaggio verso la Corea del Sud, ha espresso il desiderio di visitare la Cina e salutare il Presidente Xi Jinping. La forza cattolica in Cina è in continua crescita, per questo, la Cina emetterà una riforma, volta a stimolare lo sviluppo della libertà religiosa. Il Vaticano ha prestato attenzione agli sforzi cinesi in questa direzione. Nel mondo un numero enorme di persone professa il cattolicesimo. Questo ha un enorme impatto sul mondo in diversi settori, tra cui quello politico e culturale. Pertanto, il ripristino delle relazioni con il Vaticano, è una componente necessaria della diplomazia della Cina, che è una grande potenza".

Una lettera della Santa Sede, e la dichiarazione di Wang Zuoan, confermano il reciproco interesse a cercare un compromesso. Ma Wang Zuoan ha sottolineato che la Cina è pronta a limitare le differenze e ampliare il consenso sulla base di alcuni principi. Uno tra essi, sarà il divario delle relazioni diplomatiche con Taiwan e il riconoscimento dell'isola come parte del territorio della Cina. Oggi il Vaticano è l'unico stato in Europa che non ha relazioni diplomatiche con la Cina a causa del problema di Taiwan. Il Vaticano è incluso nella lista dei 21 paesi con i quali Taiwan supporta relazioni ufficiali".

L'esperta dell'Istituto dell'Estremo Oriente Ljubov Afonina ritiene che la questione di Taiwan, nei rapporti tra Pechino e la Santa Sede, sarà decisa dopo che le parti avranno coordinato la procedura per la nomina dei vescovi cinesi. Secondo gli esperti, il Vaticano ha già lasciato intendere che c'è qualcosa di nuovo nei rapporti con Taiwan.

"Ora la rappresentanza del Vaticano a Taiwan in termini quantitativi, è ridotta al minimo. Questo dimostra che il Vaticano è pronto a concessioni verso la Cina continentale. Città del Vaticano, credo, potrebbe raggiungere un compromesso, decidendo che il problema principale è la nomina dei vescovi. Il Papa verrà fornito dell'elenco dei candidati alla selezione mentre lui ha il diritto di nomina. Questa è l'opzione più probabile".

 L'esperto della facoltà di Relazioni Internazionali dell'Università statale di Mosca Aleksander Fenenko ritiene che il Vaticano sarà attivo a cercare compromessi con Pechino in materia di religione, ma non normalizzerà le relazioni.

"È improbabile che il Vaticano andrà in questa direzione, la sconfitta sarebbe troppo esplicita. Per questo c'è bisogno di tempo, reciproco interesse a ricostruire il rapporto mantenuto così per un periodo così lungo, altrimenti non è chiaro perché improvvisamente hanno bisogno l'uno dell'altro".

L'esperto ritiene che il 2017 sarà segnato da punti di un dialogo costruttivo da entrambe le parti, per ridurre al minimo effetti storici anacronistici e per lo sviluppo dei contatti. Nel nuovo anno, Pechino sarà alla ricerca di nuove opportunità per migliorare i rapporti con Europa e America Latina, soprattutto in relazione ad un possibile aumento della pressione contro la Cina con l'avvento al potere dell'amministrazione di Donald Trump. Pertanto, la Cina cercherà nel Vaticano una nuova finestra, in Europa, e soprattutto in America Latina.

"Perché l'America Latina oggi rimane uno dei pochi pilastri del cattolicesimo, alla vigilia dell'arrivo al potere dell'amministrazione di Trump, per la Cina è molto importante condurre il gioco in questa parte del pianeta. E quindi cerca di migliorare il rapporto con il Vaticano. Città del Vaticano è una sorta di finestrella per la Cina in America Latina. Penso che se non fosse per l'America Latina, non si baderebbe al triangolo Cina-Vaticano-Taiwan. Perché a Taiwan il Vaticano non è un grande potere. Non è una regione tradizionalmente cattolica. Non è il Vietnam, dove dal periodo coloniale, infatti, sono rimasti tantissimi cattolici. Ma nella lotta per l'influenza in America Latina, il Vaticano per la Cina è estremamente importante".

Le loro posizioni in America Latina, dove prevalentemente si professa il cattolicesimo, le intende rafforzare anche Taiwan. Il Capo dell'amministrazione di Taiwan Sai Inven partirà il 7 gennaio per 9 giorni di viaggio all'estero, durante il quale visiterà i Paesi dell'America Centrale, che supportano le relazioni diplomatiche con Taiwan: Honduras, Nicaragua, Guatemala e el Salvador. A gennaio farà  un secondo viaggio in qualità di Capo dell'amministrazione dell'isola. Durante il suo primo viaggio all'estero, a giugno, ha visitato Panama e Paraguay, che hanno relazioni diplomatiche con Taiwan. Sull'isola forse si sono preoccupati che questi Paesi possano, prima o poi, decidere di rivedere le loro relazioni con Taiwan a favore della Cina continentale. Da qui, ecco spiegata l'attività diplomatica di Taipei.

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Tags:
Chiesa Cattolica, Papa Francesco, Taiwan, Vaticano, Cina
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