01:06 22 Novembre 2019
Una delle isole al centro della disputa tra Cina e Giappone nell'arcipelabio Senkaku (in giapponese) e Diaoyu (in cinese).

Nikkei: Putin ha messo tra USA e Giappone la mina delle Curili

© AP Photo / Xinhua, File
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Mosca utilizza i negoziati sui territori contesi per scavare un cuneo tra Tokyo e Washington, ritiene lo Nihon Keizai Shimbun. Secondo il giornale, se questo "sgambetto russo" si rivelerà un successo, l'effetto sisentirà su tutti i Paesi della regione Asia-Pacifico

Come possono confermare molti leader mondiali, la puntualità non è certo la prima qualità di Vladimir Putin, scrivono sullo Nihon Keizai Shimbun. Ma essere il ritardo ad un incontro con il primo Ministro giapponese anche per il Presidente russo sembra "incredibile". Un inizio simile non prometteva nulla di buono per Shinzo Abe. Dopo due giorni di negoziati, è diventato chiaro che Putin non ha intenzione di cedere sulla disputa territoriale che si protrae dalla fine della Seconda guerra mondiale e sul destino delle Curili.

Secondo il giornale, la dura presa di posizione di Mosca avrà un impatto non solo sul suo rapporto con Tokyo. Se il leader russo raggiungerà il suo obiettivo, potrà sovvertire le comunicazioni americano-giapponesi che influenzano la sicurezza di tutta la regione Asia-Pacifico.

Nel 1956 l'Unione Sovietica ha accettato di restituire le isole di Chabomai e Shikotan, che costituiscono il 7% del totale del territorio conteso. Ma questo accordo, che entrerà in vigore solo dopo la firma del trattato di pace, non ha portato risultato alcuno. Mosca ha congelato il progetto, citando come causa la crescita della cooperazione militare tra Tokyo con Washington.Abe aveva motivo di sperare che al sedicesimo incontro con Putin, riuscisse a compiere progressi significativi, perché il leader russo in precedenza  aveva riconosciuto la validità della dichiarazione sovietico-giapponese, ma tutte le speranze del premier sono andate in fumo.

Questa nuova dura presa di posizione è diventata evidente ancora prima della visita di Putin, quando la parte russa ha detto che il ritorno di Chabomai e Shikotan non sarà incondizionato. I Governi dei due Paesi non hanno presentato i dettagli della proposta di Putin. Tuttavia, il comportamento del Presidente in una conferenza stampa congiunta con il Ministro giapponese, ha dato un assaggio delle condizioni dei fatti, sostiene il Nikkei.

La prima cosa ovvia è che si tratta di una circostanza di grande cooperazione economica con il Giappone, che Putin ha vigorosamente discusso alla conferenza. Putin ha esortato le aziende giapponesi a investire in Russia, esprimendo insoddisfazione per la mancanza di progressi in questa direzione. In seguito, prima e durante l'incontro, sono stati firmati 82 accordi, affinché la loro realizzazione possa aiutare nei negoziati sui territori contesi. Ma il Giappone non può ufficialmente promuovere lo sviluppo della Russia, senza la firma di un trattato di pace. In queste condizioni, la responsabilità per la cooperazione con la Russia la devono assumere le aziende giapponesi, che hanno già cominciato a esprimere dubbi, sul nuovo accordo e sui suoi profitti.

La seconda condizione, che presumibilmente avanza Putin, da eseguire sarà molto più difficile. Le  fonti diplomatiche russe e giapponesi riferiscono che Mosca richiede di vietare il dispiegamento di truppe americane sulle isole contese. Ai sensi del vigente contratto, l'America protegge il Giappone in cambio della fornitura di database alle sue forze armate. Pertanto, gli accordi americani e giapponesi non avranno valore.

Tokyo "in nessun caso, può accettare una simile richiesta" ha detto Nikkei, portavoce del Ministero della Difesa del Giappone.

È ancora troppo presto per capire se le richieste di Putin sono "un bluff". Se fa sul serio, allora la prospettiva del ritorno di Chabomai e Shilotan, per non parlare di altre isole, sembra lontana. Anche se il Presidente russo "bluffa", questo è un segno che davanti a entrambi i Paesi ci sono in attesa lunghi negoziati. L'incontro con Abe, a Putin ha portato qualche frutto. Le parti hanno concordato modalità di collaborazione di attività economica nelle isole Curili, che riguardano settori come la pesca, la tutela dell'ambiente e del turismo.

"Non è chiaro se questa collaborazione nell'attività economica sarà un incentivo nella soluzione della disputa territoriale. Quando Putin sarà inequivocabile e farà capire le sue intenzioni, potrà minare l'alleanza giapponese e americana. Se in Russia la mossa si rivelerà un successo, l'effetto si potrà sentire in tutta l'Asia" dice il giornale. Nel peggiore dei casi, prevede Nikkei, la Russia e la Cina creeranno un'unione, che a poco a poco, priverebbe gli Stati Uniti dell'influenza militare in Asia.

La tensione nella regione è aumentata. Pechino ha incrementato la presenza navale, ponendo la difesa aerea e altri sistemi d'arma sulle isole artificiali nel Mar Cinese meridionale. Pyongyang conduce con successo lo sviluppo di armi nucleari, nonostante i divieti delle nazioni unite.

"Il ritardo garantito di Putin non solo non ha portato ad Abe il regalo tanto atteso ma anzi, ha lasciato dietro di sé una mina", conclude il Nihon Keizai Shimbun.

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Terra, dispiegamento delle armi, Dispute territoriali, Giappone, USA, Russia
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