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    Come il dollaro forte ha messo K.O. l’economia del Montenegro

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    L’economista montenegrino Nebojsa Popovic spiega come il dollaro forte ha distrutto l’economia del Montenegro.

    Quando il governo del Montenegro a ottobre 2014 ha firmato il prestito con l'"Exim Bank of China" per finanziare la costruzione dell'autostrada Bar-Boljare, il progetto è stato presentato come il "contratto del secolo", un vero motore per l'economia montenegrina. Il costo totale del progetto è pari a 809.6 milioni di euro.

    L '85% della somma cioè 688 milioni di euro, è stato finanziato con un prestito, i restanti 121 milioni gli ha forniti lo stesso Montenegro.

    I cinesi hanno posto come condizione che il prestito che venisse fatto in dollari, poiché Pechino è il più grande detentore di titoli di stato degli Stati Uniti. A dicembre 2016 i cinesi hanno ceduto il titolo al Giappone, il che fa parte di una nuova strategia nei confronti degli USA. Ma questo ai montenegrini non interessa.

    A marzo 2015 l'allora Ministro delle finanze del Montenegro, l'attuale presidente della Banca Centrale del Montenegro ha dichiarato che non ha paura di una perdita dello stato a causa della differenza dei tassi di cambio quando inizierà a restituire il prestito cinese, nonostante il Montenegro non abbia una copertura del rischio di cambio. Il ministro ha anche sottolineato che "come economista, non avrebbe potuto accettare che la politica monetaria degli Stati Uniti sarebbe stata il rafforzamento del dollaro".

    Questa affermazione ricorda le parole dell'ex Premier Igor Luksic, il quale all'inizio della crisi economica globale del 2008 durante una diretta disse in maniera rilassata che tutto questo non avrebbe toccato il Montenegro.

    Ma quando il dollaro è aumentato del 2,6% contro l'euro, il credito cinese è aumentato di "solo" 163 milioni di euro. La "Federal Reserve" in USA ha messo in chiaro che l'era del dollaro a buon mercato si è conclusa e che nel 2017 il tasso di base aumenterà dall'attuale 0,75% al 3%. Anche se questo fosse vero solo per metà rimane lo stesso la possibilità che il prestito del Montenegro "volerà nella stratosfera". Ma evidentemente il Montenegro segue la propria strada, e il governo non ha pensato alla protezione dalle fluttuazioni dei tassi di cambio, alla firma di un contratto pari al 30% del PIL nazionale. A pagare saranno, come al solito, le generazioni non ancora nate. Tra l'altro l'ultima volta che le autorità montenegrine "hanno fatto il passo più lungo della gamba", hanno risolto il problema cacciando dal paese gli investitori e i partner recenti. Così è stato con l'impianto di alluminio di Podgorica (KAP), la cui quota di controllo è di proprietà della società dell'imprenditore russo Oleg Deripaska. Mi domando, che cosa accadrà ora?

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    Prestito, Economia, fallimento, Default, prestito, banca, Banche, governo, Montenegro
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