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    Il libro delle condoglianze per l'ambasciatore russo in Turchia Andrey Karlov

    Putin ha interpretato con precisione attentato all’ambasciatore

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    Sputnik Mundo ha parlato con l’analista internazionale Guillermo Galea su quello che è cambiato nella situazione mondiale dopo l’attentato all’ambasciatore russo in Turchia.

    "Putin ha interpretato con precisione attentato all'ambasciatore. Ne ha fatto la priorità per la risoluzione in Siria" ritiene Galea. Il presidente russo "non si è fatto sopraffare dall'obiettivo di questo atto terroristico, ovvero destabilizzare le relazioni russo-turche".

    L'esperto ritiene che il crollo dello Stato Islamico è stata la causa di una serie recenti attacchi terroristici, con l'obiettivo dimostrare la potenza del califfato "il quale ha oramai perso". "Utilizzando il terrore vogliono dimostrare che sono ancora forti" dice Galea.

    Secondo l'analista, proprio il governo turco ha creato un terreno fertile nella regione, e la stessa Turchia è diventata una "porta di entrata per i terroristi" in Europa. I Turchi hanno "rafforzato il terrorismo" in Siria, per inseguire interessi geopolitici, legati alla Russia.

    "Come minimo, il governo turco è colpevole dell'omicidio per negligenza. E' particolarmente evidente la scarsità di misure di sicurezza prese nei confronti di un ambasciatore di un paese importante come la Russia" ritiene Galea, il quale occupa il posto di direttore dell'osservatorio russo presso il Centro di Studi Internazionali argentino.

    L'assassinio, commesso un giorno prima dell'incontro tra Turchia, Russia, Iran a Mosca, nel quale si sarebbe discusso delle soluzioni da applicare al conflitto in Siria, è stato fatto anche per influenzare il corso di questi negoziati ritiene Galea.

    Alla luce di questi eventi la Turchia è in una posizione di svantaggio, mentre la Russia, vuole mostrare al mondo di essere "rinata" e che "può giocare a scacchi alla pari con i giganti" da una posizione migliore.

    D'altra parte i paesi del Golfo Persico, USA e UE, i quali sostengono gli insorti, non hanno nessun diritto nei negoziati. "Buona parte degli armamenti utilizzati dai terroristi, sono stati acquistati dall'Arabia Saudita, dal Qatar e dagli stessi Stati Uniti, ovviamente attraverso paesi terzi, affinché questo non fosse evidente" ritiene l'esperto.

    Secondo Galea, a causa delle azioni di questi paesi nell'arena internazionale e il loro ruolo nel fomentare la crisi sono state la causa della perdita della loro credibilità. "Hanno sostenuto gruppi terroristici, i quali non hanno il diritto di sedere al tavolo delle trattative.

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    Tags:
    conflitto, Guerra, terrorismo, Opinione, Ambasciatore Andrey Karlov, Vladimir Putin, Russia
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