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    Colonnista Townhall: è ora di dire "Do svidania" all’isteria antirussa dei media USA

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    I media USA che hanno sostenuto la candidata sconfitta alla presidenza USA Hillary Clinton del Partito Democratico, si sono nuovamente lanciati in una folle isteria antirussa, scrive l’osservatore del sito conservatore Townhall Artur Schaper.

    Egli ha ammesso che come sostenitore di Trump, ha quasi smesso di guardare la TV già durante la campagna elettorale, e il programma dello scorso fine settimana gli ha ricordato il perché.

    Dunque i media parlavano dell'influenza della Russia e del presidente Vladimir Putin nelle elezioni americane. "I media facevano ogni tipo di confronto tra Trump e Putin, come se fossero due dittatori i quali si sarebbero tenuti la mano nello schiacciare il mondo e i diritti civili. La causa di tale interesse per Trump e la Russia è stata la dichiarazione del repubblicano riguardo il suo apprezzamento su Putin scrive Schaper.

    E nonostante Trump non sia "un burattino del Cremlino", e alle elezioni abbia vinto proprio lui, la "follia" dei media riguardo la Russia non si ferma, continua l'autore.

    "E di nuovo mi tocca guardare questi assurdi programmi una domenica dopo l'altra. I media ne sono ossessionati ed è incredibile. Ma perché? Cosa sta succedendo?" si domanda Schaper.

    Il colonnista ritiene che ci siano molte motivazioni per "temere la Russia": la situazione in Crimea, le relazioni con l'Iran e le azioni militari in medio oriente. Ma non bisogna dimenticare, in particolare, che l'economia russa sta vivendo difficoltà, mentre il PIL della Russia è incomparabile con quello americano. Tuttavia, molti americani vorrebbero che il loro presidente fosse orgoglioso del fatto che lui è un americano, come per esempio, Putin è orgoglioso del fatto che sia un russo, ha detto il giornalista.

    Secondo lui la causa principale dell'isteria antirussa sta nel fatto che molti media non riescono ancora ad accettare la sconfitta della propria candidata Hillary Clinton. Il complesso industriale mediatico del Partito Democratico sta cercando di rafforzare la propria influenza e l'integrità ", lanciando una campagna su presunte "notizie false".

    Ogni domenica mattina i media fanno una lunga lista di quello che presumibilmente abbia fatto la Russia, dice l'autore. Questi russi hanno violato i server del Comitato Nazionale dei democratici; questi russi hanno cospirato per far votare Trump agli americani, scrive con ironia Schaper e fa notare che in realtà non è così.

    Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange ha violato i server del Partito Democratico, ma se i democratici non hanno fatto niente di male, non avrebbero avuto nulla da nascondere ritiene Schaper. Wikileaks ha riempito le testate e i giornali di notizie vere scrive il colonnista.

    L'attuale isteria antirussa è un tagliente e comico avviso sul fatto che i media nella loro stessa forma sono ormai morti e che la gente comune può riportare le notizie più velocemente e in maniera più completa. La stampa, la radio e la TV si sono oramai screditate con le proprie mani sostiene Schaper.

    Il "complesso russo" in USA è uno dei motivi per i quali ha vinto Trump, e dopo la sua vittoria si può dire follia mediatica domenicale "Dasvidaniya!", scrive l'editorialista.

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    Politica, Media, critica, critiche, Elezioni negli USA, media, mass media, Donald Trump, Hillary Clinton, Vladimir Putin, USA
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