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13:41 25 Agosto 2019
Mass media russi

Simonian: Washington Post costretto ad ammettere di aver pubblicato una bugia

© Sputnik . Алексей Филиппов
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I media americani, pur non avendo prove, da sempre accusano l'agenzia Sputnik e il canale televisivo RT di diffondere bugie e propaganda, ma sono loro a pubblicare informazioni false ed ora sono costretti ad ammetterlo, ha detto il redattore capo di Sputnik e RT Margherita Simonian.

Simonian ha commentato un articolo del Washington Post che riguardava la veridicità degli articoli di Sputnik e RT e le parole dell' ex vicesegretario di Stato americano David Kramer che ha diviso i giornalisti in veri e finti.

"La cosa più divertente è che  i giornalisti del Washington Post che fanno i primi della classe, due settimane fa hanno pubblicato bugie su RT e altri siti. E dopo che sono stati additati sui social network da milioni di persone, sono stati costretti a riconoscere il loro "falso", ha affermato.

Cramer ha detto che i giornalisti di RT e Sputnik vanno separati dai "veri".

"Ad esempio, i dipendenti RT negli Stati Uniti stanno cercando di entrare a far parte del dialogo che si verifica di solito tra i giornalisti della stampa e i segretari americani delle strutture di governo. Dobbiamo tracciare una linea tra giornalisti veri, come "la Voce dell'America", Radio "Libertà", il New York Times o il Washington Post, e le persone che lavorano in RT e Sputnik" ha detto.

In precedenza, il Washington Post ha pubblicato un articolo di gruppi di ricercatori indipendenti,  che hanno studiato i casi di "propaganda russa" durante le elezioni presidenziali americane. Secondo il giornale, uno di questi gruppi, il PropOrNot,  ha pubblicato un rapporto su più di 200 siti di hosting, individuati come contenitori di "propaganda russa". Secondo il gruppo, alcune di queste notizie erano originariamente pubblicate dall'agenzia Sputnik e RT. In questo caso, secondo i ricercatori, i contenuti contenevano informazioni false.

Simonian dopo queste pubblicazioni ha smentito queste informazioni in un'intervista al canale televisivo CNN.

"RT non è mai stato coinvolto in tali attività, e il Washington Post non è riuscito a fornire alcuna prova" ha sottolineato, dicendo anche che il giornale non ha contattato la tv RT per ricevere commenti sull'articolo.

Insieme all'articolo del Washington Post è apparso un commento del redattore, che scrive che "il Washington Post non ha fornito alcuna prova che garantisca la validità dei risultati delle ricerche del gruppo PropOrNot e dei loro legami con eventuali specifici mezzi di informazione".

Ultimamente gli attacchi ai giornalisti russi come ai media russi, sono contrassegnati negli USA anche dai canali ufficiali. Così, il portavoce del Dipartimento di Stato americano John Kirby nel corso di un briefing si è erroneamente rivolto a un giornalista del canale televisivo RT.

In risposta alla sua richiesta di chiarimenti sugli attacchi agli ospedali di Aleppo, Kirbly ha rifiutato di fornire informazioni e ha consigliato di contattare il ministero della Difesa, poi ha detto che non ha intenzione di mettere i dipendenti RT nello stesso gruppo dei giornalisti indipendenti.

Per i russi è un incidente senza precedenti e inaccettabile. I media russi sono sotto pressione in Europa. Recentemente il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione intitolata "Comunicazioni Strategiche dell'UE, come contrastare la propaganda di terze parti".

Nel documento si afferma che la Russia finanzia l'opposizione nei paesi membri dell'UE e utilizza anche il fattore bilaterale delle relazioni internazionali per spingere verso la separazione degli Stati membri dell'Unione.

Le principali minacce per l'Unione Europea e i suoi partner in Europa Orientale sono l'agenzia Sputnik, il canale tv RT, la fondazione Russkij Mir e l'agenzia Cooperazione russa. In questo caso, per l'adozione del documento hanno votato meno della metà degli elettori.

Il presidente Russo, Vladimir Putin, commentando l'adozione di questa risoluzione, si è congratulato con i giornalisti di RT e Sputnik per l'efficace lavoro. Putin spera nel buon senso e che non ci siano limiti per i media russi.

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Censura, Risoluzione, mass media, Europa
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