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    Aleppo, Siria

    Esperto militare turco: Occidente non ha strategia univoca per la Siria

    © Sputnik. Michael Alaeddin
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    Secondo le parole del rappresentante ufficiale USA Mark Toner gli Stati Uniti sono pronti a sostenere dei negoziati tra la Russia e l’opposizione siriana.

    Il Ministro tedesco degli esteri Frank-Walter Steinmeier invece ha chiesto la prosecuzione delle trattative sulle pause umanitarie in Aleppo e contro le nuove sanzioni contro la Russia. E' evidente che in Occidente c'è un ripensamento sulla politica siriana relazionato con i piani di Ankara in Siria, e la crescita di sfiducia dei suoi partner occidentali ha portato la Turchia ad un rapido riavvicinamento con Mosca. In un'intervista con Sputnik Türkiye il professor Celalettin Yavuz, esperto militare ed ex consigliere del presidente del Partito del Movimento Nazionalista (MHP) in materia di politica estera e di sicurezza.

    "Sulla questione di un ripensamento radicale della politica dell'Occidente in Siria oggi, non si può parlare di una strategia univoca per tutti i paesi occidentali. Negli Stati Uniti, si sono svolte le elezioni con un vincitore inaspettato e indesiderato per l'UE, Donald Trump".

    In secondo luogo, l'Unione europea oggi è fortemente divisa. La "Brexit" ha duramente colpito l'idea di un Europa unita. Il risultato del prossimo referendum costituzionale in Italia potrebbe essere a sfavore della UE. In Francia, le elezioni si terranno il prossimo anno, alle quali Francois Hollande non ha intenzione di partecipare. In Europa, stanno guadagnando sempre più popolarità idee radicali e nazionaliste. Tutto questo ha un impatto negativo sui meccanismi decisionali politici all'interno dell'UE.

    In assenza di una strategia unitaria dell'Occidente nel conflitto siriano, la Turchia continua a svolgere l'operazione "Scudo Eufrate" in Siria. L'operazione si è rallentata rispetto alle aspettative iniziali. Gli Stati Uniti però all'inizio erano favorevoli all'operazione. Tuttavia recentemente sono stati uccisi quattro soldati turchi. Se i soldati non sono stati uccisi da truppe russe o siriane, la natura dell'attacco è abbastanza ovvia.

    Gli obiettivi politici USA in Siria non sono chiari. Gli americani dicono di combattere lo Stato Islamico, tuttavia allo stesso tempo combattono contro le truppe di Assad. I guerriglieri dello Stato Islamico gradualmente retrocedono. Prima o poi verranno cacciati da El Baba e poi da Raqqa. Così, la gran parte del territorio della Siria sarà liberato da Daesh.

    Cosa accadrà poi? Washington ha preparato una politica concreta per quanto riguarda la repubblica araba. Non penso. Credo che la certezza arriverà solo dopo il 20 gennaio, dopo che il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump entrerà ufficialmente in carica. Questo sempre se rimarrà fedele alle sue promesse fatte durante la campagna elettorale di condurre la lotta contro Daesh in collaborazione con la Russia e la Siria.

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    Unione Europea, Guerra, Guerra in Siria, Guerra al Daesh, Governo USA, Coalizione anti-Assad, Coalizione anti-Daesh, Coalizione USA anti ISIS, Siria
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