09:33 05 Dicembre 2016
    Crepe nella bandiera della UE

    Decisioni importanti prese dai politici, i cittadini europei non ne possono più

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    Secondo il sondaggio di "Sputnik.Opinioni", una parte significativa dei cittadini europei è favorevole all'idea di svolgere un referendum per l'uscita del proprio Paese dall'Unione Europea.

    L'indagine è stata effettuata nell'ambito del progetto "Sputnik.Opinioni" dalla Ifop, la società con più esperienza nel rilevamento delle opinioni. Più della metà degli italiani (53%) vuole un referendum sulla permanenza in Europa, seguono i francesi (47%), i tedeschi (43%), gli spagnoli (39%) ed i polacchi (38%). Rispetto allo scorso luglio il numero dei sostenitori del referendum sull'Europa è cresciuto in Spagna, Italia e Polonia.

    Il sondaggio è stato condotto lo scorso ottobre. Sono stati raccolti i pareri di 5019 persone di età superiore ai 18 anni. L'errore massimo statistico ha un margine del 3,1% (più e meno) con un livello di confidenza del 95%.

    Il politologo Vladimir Kireyev ritiene i risultati dei sondaggi del tutto naturali:

    "Forse un anno fa non ci avremmo creduto, ma ora i risultati sono prevedibili. Credo che il numero di delusi dell'Unione Europea continuerà a crescere. La ragione è l'insoddisfazione dei cittadini europei sul corso politico di Bruxelles. Da quando è iniziata l'unificazione della UE a quello a cui si è arrivati ora. La delusione tra i cittadini è molto grande.

    In gran parte la colpa grava sulle èlite politiche per la loro incapacità di capire la nuova situazione, per le mosse contro la Russia e l'apertura dei flussi migratori. Le élite politiche si occupano dei problemi fittizi invece delle problematiche reali.

    I gruppi di potere sono affetti dal "virus della virtualità". E la gente comune che vive nel mondo reale percepisce che questa strada conduce ad un vicolo cieco, al crollo. Pertanto è forte la domanda di cambiamento del contesto politico."

    Yury Kvashnin, ricercatore capo delle questioni della UE dell'Istituto di Economia e Relazioni Internazionali dell'Accademia Russa delle Scienze, considera emblematica l'elevata percentuale di italiani favorevoli al referendum:

    "Il fatto che la maggioranza degli italiani vogliano il referendum, non significa che siano favorevoli all'uscita dalla UE. In Italia e in molti Paesi europei è diventata molto popolare l'idea di democrazia diretta.

    La gente è stanca che le decisioni chiave su questioni economiche e politiche vengano prese da politici non sono sempre puliti. Per questo gli italiani vogliono contare e prendere direttamente le decisioni.

    Per quanto riguarda la Polonia, dove si registra la più bassa percentuale di sostenitori del referendum. Da un punto di vista economico, probabilmente la Polonia ci ha guadagnato con l'appartenenza nella UE. A partire dal 2004, dal momento dell'ingresso nella UE, l'economia è cresciuta a buon ritmo. Ma esistono due problemi. In primo luogo l'immigrazione. La Polonia è fortemente contraria alle quote di migranti, in particolare non vuole i profughi del Medio Oriente e del Nord Africa. Il secondo problema è legato ai valori tradizionali: le idee progressiste e liberali non godono di un ampio sostegno da quelle parti."

    "Penso che finchè la Brexit non verrà implementata praticamente, gli europei non intraprenderanno veri e propri tentativi per uscire dalla UE. La gente vedrà quello che porterà. Un'altra cosa è che sono motivati a svolgere il referendum per poter dire la loro: la decisione non sarà quella dei funzionari di Bruxelles, ma degli stessi cittadini. Pertanto l'idea stessa del referendum sta diventando popolare," — ha concluso l'esperto.

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    referendum, Società, Politica, Democrazia, euroscetticismo, Unione Europea, UE
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