19:09 25 Febbraio 2017
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    Tribunale di San Pietroburgo registra causa per vietare Facebook in Russia

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    Il tribunale di San Pietroburgo ha registrato la causa per vietare Facebook in Russia, ha dichiarato a RIA Novosti la portavoce del palazzo di giustizia Daria Lebedeva.

    "Entro 5 giorni, come previsto dalla legge, saranno valutate le carte e verrà presa la decisione", — ha spiegato la Lebedeva.

    Sulla sua pagina nel social network russo Vkontakte ha postato il testo della denuncia l'attivista Timur Bulatov.

    Bulatov chiede "la chiusura immediata dell'attività di facebook.com o di vincolare facebook.com al rispetto delle leggi russe".

    L'autore elenca una serie di ragioni a sostegno della necessità di vietare Facebook, in particolare per la violazione della legge sulla protezione dei dati personali dei russi e la diffusione di "ideologie immorali e contro la famiglia".

    "Facebook.com è un social network che minaccia chiaramente la sicurezza nazionale e in accordo alle leggi russe deve essere bloccato a tutti gli utenti in Russia", — sostiene Bulatov.

    Il 1° settembre 2015 è stato introdotto un emendamento alla legge "Sulla protezione dei dati personali", che obbliga a conservare i dati personali dei russi all'interno del Paese.

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    Giustizia, Società, Social Network, Facebook, San Pietroburgo, Russia
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    Tutti i commenti

    • avatar
      советский
      E' vero. Oltretutto mistifica e falsifica i rapporti fra gli Individui. Le Persone devono guardarsi negli Occhi per dialogare. Non c'è niente di peggio che colloquiare per delle ore attraverso un mezzo che non ti permette di avere fisicamente un contatto con gli Esseri Umani.
    • jaodernein garshinvic
      Non sopporto quelli che a cena guardano il cellulare ogni cinque minuti per controllare facebook, e mi fanno ancora più incazzare quelli che lo fanno al cinema...a stento riesco a reprimere una reazione fisica...
      Facebook è un bisogno indotto, che ne ha creato un altro: avere uno smartphone sempre collegato ad internet
    • Giuliano
      È bello constatare questa libertà di mettere in discussione alcuni ‘miti’ dell’Occidente, senza timore di scandalo e di essere controcorrente. In Occidente ormai questa libertà è compromessa, perché il margine delle scelte possibili nel quale la stessa può esprimersi è solo quello proposto dalle fabbriche di consenso. Ugualmente forte ed apprezzabile la decisione di obbligare alla conservazione dei dati personali del popolo russo all’interno del paese.
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