20:08 24 Maggio 2019
The ExoMars Trace Gas Orbiter and its entry, descent and landing demonstrator module, Schiaparelli, approaching Mars.

Agenzia spaziale romena accusa Russia della distruzione sonda “Schiaparelli”

ESA
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La compagnia romena Arca Space incaricata di testare il modulo di atterraggio “SchiaparellI” prima del suo lancio verso Marte, accusa la Russia e la Crimea di non aver potuto effettuare i test a causa dell’“aggressività militare” da parte della Russia, comunica l’agenzia romena Agerpres.

"L'Agenzia Spaziale Italiana deve smettere di accusarci del fallimento dell'operazione poiché non hanno nessuna prova a dimostrazione che sia stata colpa nostra. Se dovessimo finire in tribunale dovranno pagare per queste false accuse. Abbiamo fatto il possibile e quel test ci avrebbe obbligato a effettuare un lancio nei pressi della base militare di Sebastopoli, nel periodo nel quale la Russia aveva da poco annesso la Crimea. Avremmo rischiato di far scoppiare un conflitto tra la NATO e la Russia", ha dichiarato Dumitru Popescu, il dirigente di Arca Space.

La questione gira intorno al putiferio riguardante la perdita del modulo "Schiaparelli", realizzato dall'agenzia spaziale italiana ASI, studiato per effettuare un atterraggio su Marte.

L'atterraggio del lander per quanto ne sappiamo non è riuscito perché il computer di bordo ha rilevato durante l'atterraggio che il modulo fosse già a terra. Questo ha spinto il sistema a spegnere i motori 3-4 secondi dopo la loro accensione facendo rovinosamente precipitare il modulo proprio in quel punto dove doveva atterrare.

Gli ingegneri dell'ESA hanno analizzato una parte dei dati della telemetria, che il modulo "Schiaparelli" ha trasmesso sulla terra durante il processo di atterraggio su Marte, e hanno scoperto che il modulo si è schiantato a causa di un grossolano errore nel funzionamento del software del modulo. Un crash di sistema dell'accelerometro ha fatto erroneamente rilevare la superficie di Marte sotto il modulo, e "Schiaparelli" si è separato dal paracadute e ha disattivato i motori all'altezza di 3,4 chilometri dalla superficie.

Cosa centra questo con la Romania? All'inizio l'ASI aveva pianificato di effettuare dei test del modulo in Svezia con l'Agenzia Spaziale Svedese, ma la mancanza di fondi ha costretto l'ESA affidare questa importante fase di sviluppo del modulo di atterraggio alla poco conosciuta società rumena Arca Space, fondata da Popescu nel 1999 e ora con sede negli USA. Questo ha permesso di ESA risparmiare circa un milione di euro.

Questa settimana i rappresentanti dell'ASI hanno riempito di critiche l'Arca Space affermando che i suoi ingegneri non abbiano effettuato un test importante: la rottura del paracadute della copia di "Schiaparelli" e la verifica di tutti i suoi sistemi di bordo, compreso il software di navigazione in condizioni di volo "ravvicinato".

Popescu sostiene che questo test non sia stato effettuato a causa del "fattore russo", e anche il fatto che l'ESA abbia reputato le simulazioni al computer di atterraggio sufficienti per verificare il modulo "Schiaparelli" e non ha stanziato ulteriori fondi per un volo di prova. Per ora l'ESA non ha ancora commentato le dichiarazioni delle due agenzie spaziali. Gli esiti finali delle indagini del fallimento del modulo "Schiaparelli" e del coinvolgimento della Arca Space saranno pubblicati dall'ESA all'inizio del 2017.

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Spazio, Sonda, Esplorazione dello spazio, schianto, distruzione, Agenzia Spaziale Italiana, Agenzia Spaziale Europea, Romania, Spazio, Italia, Russia
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