13:57 23 Agosto 2017
Roma+ 28°C
Mosca+ 22°C
    La bandiera dell'Arabia Saudita

    Forbes: dopo il “matrimonio” saudita, USA potrebbero fare proposta a Mosca

    © AP Photo/ Michael Sohn
    Mondo
    URL abbreviato
    51659191

    Gli Stati Uniti comprano il petrolio saudita da lungo tempo per paura di fare affari con il “vecchio nemico”, la Russia. Tuttavia scrive Forbes citando numerosi esperti, che ora Washington ha molte più caratteristiche in comune con Mosca rispetto a Riyadh, e si rivalutano le proprie fonti di approvvigionamento di idrocarburi.

    Nel corso degli ultimi anni, l'Arabia Saudita è stata un'amica stretta degli Stati Uniti e la Russia invece un nemico lontano, scrive Forbes. Proprio per questo ha sempre acquistato molto petrolio dai sauditi piuttosto che dalla Russia. Ad esempio nel periodo tra il 1973 e il 2005 le importazioni giornaliere di petrolio saudita in USA ammontano a circa 1,5 milioni di barili al giorno. Allo stesso tempo, l'approvvigionamento di petrolio russo all'inizio del 2000 varia significativamente da zero a poche centinaia di migliaia di barili al giorno.

    Per mantenere questa politica Washington ha continuato a pagare un prezzo alto ad esempio anche negli anni '70 quando l'Arabia Saudita il divieto di fornitura di petrolio verso gli Stati Uniti. Dunque l'autore dice che questo "matrimonio" è piuttosto strano. Ancora di più il fatto che tra i due paesi è molto difficile trovare qualcosa in comune, dato il presunto collegamento del regno con gli attacchi terroristici in America, così come la percezione del mondo, i valori, la comprensione dei diritti umani, delle libertà e la giustizia sociale in Arabia Saudita.

    Allo stesso tempo, dicono gli esperti, l'America e la Russia hanno molto in comune. "Nel XX secolo, la Russia è stata un avversario ideologico degli Stati Uniti in settori diversi: dall'economia alla giustizia sociale. Ora la situazione è cambiata invece ed entrambi i paesi aspirano al potere geopolitico e all'influenza, ma giocano a carte scoperte" riporta la testata.

    Pertanto essi ipotizzano che forse questo sia il momento di sostituire la partnership americana di lunga data con l'Arabia Saudita per una nuova cooperazione con la Russia. Soprattutto per il fatto che il vecchio nemico della Russia potrebbe essere partner diretto e onesto nel mercato del petrolio.

    Estrazione petrolio
    © REUTERS/ Sergei Karpukhin/File Photo
    Tuttavia, la pubblicazione cita anche il parere di altri esperti, che al contrario, ritengono che l'Arabia Saudita sia un comodo alleato con interessi comuni, mentre la Russia, citando Churchill sia un "un indovinello, avvolto in un mistero all'interno di un enigma". Inoltre sostengono che il mercato del petrolio ora stia recuperando, e la cosa migliore che possano fare gli Stati Uniti, è non fare nulla.

    Chi ritiene che la cooperazione tra gli USA e l'Arabia Saudita si sia esaurita, sottolinea inoltre che gli Stati Uniti hanno parallelamente iniziato a sviluppare una propria produzione di energia. D'altra parte le relazioni tra i due paesi, inizialmente, non erano concentrate esclusivamente sugli acquisti americani. L'Arabia Saudita fornisce un terzo del petrolio che della regione del Golfo e ogni sconvolgimento in questa zona si riflette nel mondo.

    Se in precedenza l'Arabia Saudita vendeva il petrolio in Asia, lo faceva per solo per gli alleati americani, adesso invece commercia attivamente con la Cina, con la quale l'America è in contrasto. E questo è un altro motivo per cui gli Stati Uniti dovrebbero rivalutare il loro "matrimonio" con l'Arabia Saudita, e fare appello alle forniture russe al fine di evitare la minaccia di un nuovo embargo, di scrive Forbes.

    Correlati:

    Petrolio, Norvegia ha trovato modo “sporco” per fare concorrenza alla Russia
    Libano: la Russia avrà una posizione di rilievo nella produzione di petrolio nel Paese
    Il “barile” artico: come la Russia sfrutterà le riserve di petrolio nella regione artica
    Tags:
    Petrolio, Petrolio, Cooperazione, Economia, Scambio, Economia, commercio, flusso commerciale, Governo USA, Arabia Saudita, USA
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik