01:32 20 Gennaio 2021
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I residenti di una delle città dello Stato americano dell'Oklahoma ha intentato una causa contro 27 imprese del settore energetico, accusando che il riutilizzo delle acque reflue durante le perforazioni con il metodo “fracking” abbia provocato i terremoti, scrive Associated Press.

La class action è stata presentata dai cittadini di Pawnee. Sostengono che le società abbiano continuato a pompare le acque per le trivellazioni nonostante fossero a conoscenza del rischio sismico.

Nell'azione legale collettiva sono noti solo i nomi di 2 società: Eagle Road Oil e Cummings Oil Company, i nomi delle altre 25 compagnie non sono stati resi noti.

I residenti sostengono che le compagnie petrolifere "hanno trascurato grossolanamente la sicurezza pubblica e privata" continuando a lavorare con i pozzi a fratturazione idraulica.

Gli abitanti e gli ambientalisti degli Stati vicini del Texas e dell'Arkansas limitrofi hanno intrapreso azioni legali simili contro altre società petrolifere.

I terremoti nell'Arkansas settentrionale non si sono più verificati dopo che le autorità dello Stato hanno vietato questa tecnica estrattiva nel luglio 2011.

Lo scorso settembre in Oklahoma, a 14 chilometri dalla città di Pawnee, dove risiedono circa 2mila persone, si è verificato un terremoto di magnitudo 5,8. Questo mese nella città di Cushing, appartenente allo stesso Stato, c'è stato un terremoto di magnitudo 5,3.

Negli ultimi anni il numero di eventi sismici nello Stato è aumentato notevolmente; gli scienziati legano l'attività sismica con la tecnica estrattiva della fratturazione idraulica (fracking), usata per ottenere i cosiddetti idrocarburi di scisto (shale oil e shale gas, ndr).

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Tags:
Energia, Società, Giustizia, Scienza e Tecnica, Ambiente, Terremoto, shale gas, Shale Oil, Proteste, USA
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