09:13 18 Novembre 2018
Spagna

La Spagna vende armi piuttosto che difendere i diritti umani

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Il governo spagnolo ha revocato la restrizione alla fornitura di munizioni di artiglieria nei confronti dell’Arabia Saudita per un totale di 40 milioni di euro, che erano stati congelati un anno fa a causa della situazione in Yemen scrive il quotidiano El Pais.

La deregolamentazione è avvenuta alla vigilia della visita del re di Spagna Filippo VI a Riyadh il 14 novembre.

L'Arabia Saudita è uno degli acquirenti più importanti di armamenti spagnoli. Nel 2015 il valore delle forniture militari, tra cui le aerocisterne A330 MRTT, è pari a 546 milioni di euro. Questo nonostante il 25 febbraio il Parlamento Europeo abbia vietato ai paesi membri di fornire supporto militare a Riyad.

L'esperto militare Gustavo Morales Delgado ritiene che la rimozione delle restrizioni alla fornitura di munizioni è "una decisione inaspettata, in quanto l'Arabia Saudita continua a condurre raid aerei in Yemen. I bombardamenti hanno provocato migliaia di vittime".

"La nazione araba può destinare gli armamenti a due usi specifici: il primo è di inviarli all'opposizione moderata in Siria; il secondo è di utilizzarli per bombardare lo Yemen. In entrambi i casi le armi sono utilizzate al di fuori della nazione".

Non tutta la Spagna ha sostenuto la visita di Filippo VI in Arabia Saudita. Un certo numero di partiti spagnoli, tra cui Podemos e i repubblicani della Sinistra di Catalogna hanno chiesto l'annullamento della visita del Re. Mentre il partito "I cittadini" ha invitato il Re a discutere con le autorità saudite circa le questioni dei diritti umani in questo paese. "Amnesty International" ha inviato una lettera al Re spagnolo, chiedendo "di usare la propria influenza" per fare in modo che l'Arabia Saudita "cessi gli attacchi contro i civili in Yemen.

Tuttavia secondo l'esperto Gustavo Morales, adesso la Spagna è più interessata a vendere armi che a difendere i diritti dell'uomo:

"L'Arabia Saudita che è una monarchia assoluta, il che è una vergogna per tutto il mondo e fa anche parte del Comitato per i Diritti Umani alle Nazioni Unite. In questo paese continuano a giustiziare le persone e trattano le donne peggio degli animali. Tagliano le mani, impiccano e crocifiggono la gente. La Spagna non ha bisogno di un alleato come questo, e non dovrebbe essere questa la prima nazione che il re spagnolo visita dopo il vertice ibero-americano" ha concluso l'esperto.

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