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    Meng Hongwei, nuovo direttore dell'Interpol

    La Cina si prende l'Interpol: quali prospettive?

    © AP Photo/ Du Yu/Xinhua
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    Giovedì nel corso della 85° sessione dell'assemblea generale dell'Interpol in svolgimento in Indonesia il vice ministro della Sicurezza Pubblica della Repubblica Popolare Cinese Meng Hongwei è stato eletto nuovo direttore dell'organizzazione internazionale di polizia criminale.

    Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che Pechino plaude questa decisione ed è intenzionata a rafforzare la cooperazione con gli altri membri dell'organizzazione. Sul perché l'elezione di Meng Hongwei sia così importante per la Cina ne parla con Sputnik il vice direttore dell'Istituto di Asia e Africa dell'Università Statale di Mosca Andrey Karneev.

    "Nel settembre 1984 la Cina è stata accettata nel corso della 53esima sessione dell'assemblea generale dell'Interpol, svoltasi in Lussemburgo. Nel verbale ufficiale dell'Interpol, pubblicato sulla rivista "International Criminal Police", era così scritto: "la domanda di ammissione nell'organizzazione presentata dalla Repubblica Popolare Cinese ha generato un lungo dibattito ed è stata accolta solo dopo una seconda votazione." Naturalmente il ritardo era dovuto principalmente al fatto che Pechino chiedeva simultaneamente l'esclusione di Taiwan dall'organizzazione. Lo si affermava esplicitamente nella richiesta di ammissione nell'organizzazione della Cina ricevuta dal segretariato generale dell'Interpol nel maggio 1984.

    Per la Cina, entrata in un periodo di riforme ed apertura, l'appartenenza all'Interpol era un segnale sull'allargamento dei rapporti con il mondo esterno, la prova della volontà delle autorità cinesi di contribuire alla lotta contro la criminalità internazionale.

    Oggi, quando la campagna anti-corruzione è diventata una parte importante della politica interna di Xi Jinping, la cooperazione di Pechino con le forze dell'ordine dei Paesi stranieri è di particolare rilevanza.

    In conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, contro la criminalità organizzata transnazionale ed altri accordi internazionali, la Cina sostiene la cooperazione giudiziaria con più di 100 Paesi nel mondo.

    Il nuovo segretario dell'Interpol Meng Hongwei è nato nel 1953. Nell'aprile 2004 è stato nominato vice ministro della Sicurezza Pubblica, nell'agosto dello stesso anno ha guidato l'Ufficio centrale nazionale dell'Interpol in Cina. Pertanto ha grande esperienza di collaborazione con la sede centrale dell'Interpol a Lione. La durata del mandato del nuovo direttore dell'organizzazione è di 4 anni. Questo periodo verrà probabilmente sfruttato dalla Cina per intensificare gli sforzi per portare davanti alla giustizia i funzionari corrotti in fuga all'estero.

    Inoltre il nuovo direttore dovrà affrontare un tema particolarmente delicato, come il desiderio di Taiwan di ottenere lo status di osservatore presso l'organizzazione. Questa aspirazione di Tapei è attivamente supportata dai membri del Congresso degli Stati Uniti, ma nell'organizzazione stessa con riferimento al principio di una sola Cina c'è una predisposizione negativa.

    Alcune organizzazioni occidentali per i diritti umani hanno criticato la decisione dell'assemblea generale in merito all'elezione di Meng Hongwei. Dichiarano in particolare che la Cina sfrutterà questo ruolo per reprimere i difensori dei diritti umani nel Paese. Per queste illazioni sembra non esserci alcuna ragione. Lo statuto dell'Interpol "vieta rigorosamente" di impegnarsi in attività di matrice politica, militare, religiosa o razziale. L'Interpol concentra gli sforzi sulla lotta contro crimini come la corruzione, la tratta di esseri umani, la violazione dei diritti di proprietà intellettuale e il riciclaggio di denaro "sporco".

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    corruzione, Mafia, Geopolitica, Sicurezza, Interpol, Polizia, Meng Hongwei, Xi Jinping, Taiwan, Cina
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