05:10 16 Ottobre 2018
Estrazione petrolio

Iran e Arabia Saudita: giochi di petrolio

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Le differenze religiose, politiche e militari tra Iran e Arabia Saudita si aggravano ora per quelle economiche. La tensione tra Teheran e Riad minaccia costantemente di far deragliare i negoziati volti a ridurre la produzione di petrolio dei paesi OPEC. Come si riflettono queste contraddizioni sulle prospettive dei prezzi mondiali del petrolio?

L'analista orientalista Vladimir Sazhin ha detto a Sputnik:

"Negli ultimi anni le relazioni tra Iran e Arabia Saudita già prima non si distinguevano per cordialità. A gennaio 2016 c'è stata ufficialmente la rottura delle relazioni diplomatiche. Con una reciproca freddezza, Teheran e Riad si trovano in questa situazione non tanto per le differenze religiose, quanto per quelle politiche. L'Iran, centro dello sciismo, e l'Arabia Saudita, regno del sunnismo, hanno una pretesa di supremazia politico-militare nella regione, ma ideologica nel resto del mondo musulmano. Tra loro va avanti da sempre a livello ideologico e militare una guerra per procura, come in Siria, Iraq, Yemen".

Inoltre, l'IRI e KSA, membri dell'OPEC, sono leader nel mondo dei produttori ed esportatori di petrolio. Secondo l'OPEC, l'Arabia Saudita nel 2015 ha prodotto 10,2 milioni di barili, il 13,3% di tutta la produzione mondiale ed è al 2 ° posto. L'Iran è rispettivamente a 3,1 milioni di b/c, il 4,3% ed è al 5 ° posto. L'Iran, che era sotto sanzione finanziaria dal 2012 al 2016, non ha rappresentato una vera concorrenza per l'Arabia Saudita, ma potrebbe cominciare ad esserlo dopo l'accordo nucleare nell'estate 2015. La situazione è cambiata.

Teheran si precipita, cercando di ripristinare la sua produzione di petrolio, l'esportazione, per aumentare la sua quota di mercato globale. Prima delle sanzioni ha prodotto circa 4,2, ma ha esportato circa 2,1 milioni di barili. Per le sanzioni le quote erano dimezzate, ma da più di un anno la produzione si sta intensificando insieme all'esportazione.

Nel mese di settembre, il volume della produzione di petrolio in Iran è stata pari a 3,85 milioni di barili. in Precedenza il vice Ministro dell'energia Amir Hussein Zamaninija ha annunciato l'intenzione di aumentare ancora il livello di produzione e di questo non è felice l'Arabia Saudita.

A metà febbraio 2016, la Russia, l'Arabia Saudita, Venezuela e Qatar hanno annunciato la volontà di mantenere il volume medio della produzione di petrolio sul livello di produzione di quest'anno e non superare questa quota in futuro. L'offerta è stata sostenuta da Algeria, Kuwait, Oman e Ecuador. Il fermo sulla quota di produzione di petrolio ci sarà solo in caso di adesione degli altri principali produttori: Iran, Libia, Nigeria, Iraq. Le trattative a vari livelli, tra membri e non membri dell'OPEC, non hanno dato risultati concreti in questo 2016.

In risposta alla tenacia dell'Iran, l'Arabia Saudita ha minacciato di far crollare i prezzi del petrolio, aumentando la produzione fino a 12 milioni di barili, se l'Iran dovesse rifiutarsi di aderire all'accordo di limitare il livello di produzione dei paesi OPEC.

Il confronto petrolifero tra Teheran e Riad si può complicare il prossimo 30 novembre a Vienna al prossimo vertice OPEC, organizzato in vista della conclusione di un accordo finale sulla limitazione della produzione.

Questo evento avrà un impatto sui prezzi mondiali del petrolio. Come suggeriscono gli esperti, tenere questi prezzi nel corso di quest'anno a circa 50 dollari al barile, è stato possibile solo grazie  alla volontà dei Paesi di congelare i volumi di produzione di petrolio. Per il momento queste dichiarazioni, poiché i volumi di produzione continuano a crescere e i prezzi scendono, non sono state fatte. Goldman&Sacks il 1 novembre ha pubblicato la sua previsione: un calo dei prezzi del petrolio a 40 dollari, se l'OPEC il 30 novembre non riesce a raggiungere un accordo sul congelamento della produzione di petrolio.

La lotta di Iran e Arabia Saudita coinvolge tutto il mercato mondiale del petrolio e influisce sul suo prezzo. Questo confronto per il petrolio rinforza la tensione tra i due Paesi e ha un impatto negativo sulla situazione in Medio Oriente e nel mondo.

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Prezzi petroliferi, OPEC, Arabia Saudita, Iran
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