22:24 08 Aprile 2020
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Gli hacker militari statunitensi sono penetrati nell'infrastruttura informatica russa e sono pronti a sferrare un attacco se sarà necessario, segnala NBC News riferendosi alle dichiarazioni di un funzionario di alto rango dei servizi segreti americani rimasto nell'anonimato e al contenuto di alcuni documenti classificati.

Al momento la notizia non è stata commentata ufficialmente; i funzionari del Dipartimento di Stato avevano fatto sapere in precedenza che gli Stati Uniti non erano interessati ad un confronto con la Russia nel cyberspazio.

Riferendosi alle sue fonti, NBC News afferma che "l'attacco informatico verrà realizzato solo nel caso improbabile di un'aggressione significativa a danno degli Stati Uniti."

"I funzionari americani continuano ad esprimere preoccupazione sul fatto che la Russia stia sfruttando il suo potenziale nel cyberspazio per cercare di violare lo svolgimento delle presidenziali della prossima settimana. I servizi segreti non si aspettano che la Russia attacchi le infrastrutture critiche, in questo caso sarebbe un'azione di guerra, ma attendono il cosiddetto "fake cibernetico", compresa l'eventuale pubblicazione di documenti falsi e la proliferazione di falsi account nei social network per fare disinformazione," — riporta il canale.

Secondo la NBC News, le autorità degli Stati Uniti stanno accumulando risorse per rispondere alla "minaccia russa".

In precedenza il Dipartimento della Sicurezza Interna e il direttore dell'intelligence nazionale avevano accusato la Russia di cercare di interferire deliberatamente per influenzare i risultati delle elezioni presidenziali con l'aiuto di attacchi informatici. I servizi segreti statunitensi hanno ripetutamente lasciato intendere che la Russia sostiene la candidatura del repubblicano Donald Trump. Tuttavia la loro tesi non è mai stata accompagnata da prove oggettive.

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato in merito che la tesi secondo cui Donald Trump sarebbe il candidato favorito per Mosca fa parte dello scontro politico ed ha lo scopo di manipolare l'opinione pubblica.

Putin ha inoltre detto che la Russia lavorerà con qualsiasi presidente verrà eletto dal popolo americano.

Lo spauracchio della "minaccia russa" irrompe costantemente nei media americani prima delle elezioni. Venerdì su questo tema sono apparsi nei media numerosi articoli, il più particolareggiato e lungo è di Kurt Eichenwald, redattore di Newsweek e autore di diversi best sellers. Eichenwald, criticato nei media occidentali per la teoria cospirativa secondo cui Trump riceverebbe istruzioni da Mosca attraverso l'agenzia di stampa russa Sputnik, ha ribadito e spiegato il suo teorema. Inoltre Eichenwald ha scoperto un altro complotto: secondo lui, negli Stati Uniti e in altri Paesi si trovano "migliaia" di agenti di Mosca. Il giornalista vede questi profili nei cittadini russi in età di pensione che si trasferiscono dai loro figli e nipoti residenti all'estero.

"Le agenzie di intelligence e le forze di sicurezza occidentali segnalano che decine di migliaia di persone lavorano con la Russia da molti anni sulla campagna di hacking e disinformazione… Tra le persone coinvolte c'è un grande numero di immigrati russi, così come americani ed altri stranieri. I servizi segreti europei e statunitensi hanno stabilito che il denaro ottenuto dagli immigrati per questi servigi viene mascherato dal pagamento delle pensioni del sistema previdenziale russo," — ha ricostruito Eichenwald.

Nonostante diverse ricostruzioni inverosimili al limite dell'assurdo, l'articolo di Eichenwald sulla "minaccia russa" è stato pubblicizzato in importanti canali televisivi americani in prima serata come NBC News e la CNN.

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Tags:
Informazione, Russofobia, Cremlino, Difesa, Sicurezza, Geopolitica, hacker, Presidenziali USA 2016, mass media, Servizi segreti USA, Hillary Clinton, Donald Trump, USA, Russia
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