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    Soldato siriano nella provincia di Raqqa

    La liberazione di Raqqa, con la partecipazione dei curdi, aggraverà rapporti Turchia-USA

    © AFP 2017/ Stringer
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    Si ha la sensazione che il comando americano sia guidato da questa logica: "prima iniziamo l'operazione per la liberazione di Raqqa, poi vediamo dove ci porta".

    Sullo sfondo delle operazioni per la liberazione irachena di Mosul, la scorsa settimana è stata annunciata la formazione di una coalizione all'inizio delle operazioni siriane a Raqqa. Secondo una dichiarazione dei rappresentanti del Comando degli Stati Uniti, il ruolo principale nell'assalto di Raqqa dovrebbe andare ad una unità delle forze Democratiche in Siria, la spina dorsale che compone le forze di autodifesa curde, lo YPG. Nel frattempo, il Primo Ministro Turco Bilal Yildirim ha detto che la Turchia è pronta a dare sostegno all'operazione per la liberazione di Raqqa solo a condizione della non partecipazione dello YPG.

    L'esperto di Medio oriente, l'editorialista politico Bora Bayraktar ha commentato a Sputnik Turchia la situazione per la liberazione di Raqqa, i possibili scenari di sviluppo degli eventi in Siria.

    "Si ha la sensazione che il comando americano sia guidato da questa logica: "prima iniziamo l'operazione per la liberazione di Raqqa, poi vediamo dove ci porta". Questo approccio è molto rischioso per i curdi siriani, perché riguarda il Partito democratico dell'Unione, che la Turchia considera un'organizzazione terroristica, e sarà trascinato in un'azione militare al di fuori del suo territorio. Credo che la loro entrata a Raqqa, dove vivono prevalentemente sunniti, può comportare un grave conflitto arabo-curdo perché i sunniti chiaramente non saranno felici di vedere le forze curde".

    Secondo Bayraktar, gli USA, guidati dalle loro convinzioni, semineranno discordia tra le forze locali.

    "La Turchia ritiene che per la sua sicurezza nella regione c'è una costante minaccia. Il Paese si trova in una doppia morsa. Questa è la situazione al confine meridionale della Turchia, dove è attiva la mezzaluna sciita, supportata dall'Iran. Dall'altra parte c'è in azione la forza dei curdi siriani del Partito democratico dell'unione, finalizzato alla creazione di un curdo corridoio tra Kandil e Sinzhar. La Turchia lo legge come una minaccia per se stessa.

    È molto difficile prevedere quali saranno le relazioni tra la Turchia e gli USA, se l'operazione per la liberazione di Raqqa inizierà con la partecipazione delle forze di autodifesa curde. Con grande probabilità si può supporre che questo porterà ad un peggioramento delle relazioni tra Washington e Ankara".

    "Negli ultimi anni la Russia ha conseguito numerose vittorie militari e politiche nella regione. La base aerea in Chmeimime ora è a tempo indeterminato  sotto il controllo della Russia. La flotta russa ora ha notevolmente rafforzato la sua posizione nel Mediterraneo. Nel corso dei prossimi anni la Russia rafforzerà ulteriormente la presenza delle forze navali e sarà qui, per così dire, padrone. In queste condizioni, Mosca è pronta a mantenere una stretta interazione con un giocatore così importante come la Turchia".

    "Dopo l'incidente aereo, lasciata da sola dagli USA, alla Turchia non sono rimasti assi nella manica contro l'Occidente. Da quando Ankara ha rapporti con Mosca, ha ricevuto lo spazio per le sue manovre,  diplomaticamente e militarmente. Entrambe le parti sostengono l'estensione di contatti bilaterali. In queste condizioni, per la Turchia è estremamente importante attuare una politica equilibrata con USA e  Russia, astenendosi da bruschi passaggi e azioni sconsiderate".

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    liberazione, Esercito, Recep Erdogan, Siria
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