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    Estrazione del gas naturale in Russia

    Bruxelles si è ricordata del gasdotto “Opal”

    © Sputnik. Sergey Krasnouhov
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    Le consegne del gas russo in Europa aumenteranno visibilmente. Questo è legato alle attese decisioni di Bruxelles riguardo il gasdotto Opal, una ramificazione del North Stream che fino ad ora è stata riempita solo per metà.

    E' giunto il momento. Così gli esperti hanno commentato la volontà di Bruxelles di fare concessioni alla "Gazprom". Riconosceranno alla Holding russa il diritto di utilizzo del gasdotto Opal per più della sua metà. Anche di più forse, ma non fino al 100%. Questo è logico solo parzialmente, perché fin dall'inizio questa arteria principale della "Gazprom" doveva essere riempita al 100%. Questa decisione è avvenuta in accordo non con l'UE ma con la Germania nel 2010. Berlino dunque ha perfettamente compreso che l'Opal (che si dirama via terra dal "North Stream") può usarlo solo al "Gazprom". E pensare che ci possano essere alternative ai fornitori di gas attraverso questo ramo è ingenuo. Ma per Bruxelles le ragionevoli argomentazioni non erano importanti. Al contrario, i regolatori europei sono stati orgogliosi di quello che hanno fatto a modo loro, senza utilizzare il cervello. Allora così ragionavano i funzionari dell'Ue. Nel frattempo il consumo di carburante è diminuito. Hanno iniziato a sussidiare lo sviluppo delle fonti di energia alternative. Il carbone invece è arrivato a prezzi stracciati, tanto sai che differenza, l'inquinamento atmosferico, due gradi in più al riscaldamento globale. Così ragionano i funzionari UE.

    Sono passati sei anni. Una nuova crisi ha investito l'Europa e il budget dell'Unione si è quasi esaurito. Le fonti di energia alternative non hanno dato i risultati sperati e i funzionari europei si sono rovinati finanziandole. Dove trovare le fonti di energia? In Libia, in Iraq, in Ucraina, in Siria e di nuovo i migranti… Bruxelles ha iniziato di nuovo a pensare alle fonti di energia tradizionali. Ed ecco che si sono ricordati dell'Opal. E inoltre l'UE si è anche ricordata che l'azienda tedesca Wintershall si è già stancata di difendere i propri interessi in questo progetto miliardario. Perché sprecare il condotto?

    Interessante che l'EU si è ricordata di questo gasdotto letteralmente una settimana dopo che l'Ucraina ha deciso di tornare al suo vecchio ruolo, quello di nodo del transito di gas tra Russia ed Europa. All'Ucraina il denaro non basta per pompare il gas nei depositi sotterranei ed ecco che il prezzo non piace, ecco che viene privatizzato il sistema del trasporto del gas e non hanno il tempo per trasportare il gas. Bruxelles dunque ha pensato, a chi servono queste sorprese ucraine quando abbiamo un gasdotto strategico già pronto (OPAL). Ed ecco che da' il verde al gas russo sul mercato dell'Europa centrale e orientale aggirando l'Ucraina. Che Kiev s'indigni quanto voglia. L'Europa non rimarrà al freddo.

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    Gas russo, gasdotto, Acquisti gas, UE, Gazprom, Europa, Russia
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