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    Banca centrale iraniana a Teheran.

    "Iran non prende posizione sul riconoscimento della Crimea"

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    La Russia si aspetta che l’Iran riconosca la Crimea come parte inseparabile del territorio russo, ma la questione è troppo complessa, e l’Iran preferisce non prendere ancora una posizione ufficiale.

    Mahmoud Shuri, esperto del centro di ricerca del Consiglio per le possibilità del processo decisionale presso il leader Supremo dell'Iran, in una intervista con Sputnik Persian, commenta l'iniziativa del deputato del parlamento russo Evgeny Fedorov per il riconoscimento da parte dell'Iran della riunificazione della Russia con la Crimea.

    "Nell'attuale realtà politica la Repubblica Islamica dell'Iran non supporta alcun tipo di redistribuzione dei confini, perché la nostra posizione è questa: essendo una questione interna alla Crimea, questo riguarda il diritto di autodeterminazione, che è di esclusiva competenza di quei popoli che abitano questi territori. Dovranno decidere essi stessi."

    "Per adesso l'Iran non è interessato a prendere una posizione ufficiale sulla seguente questione, ci siamo già pronunciati su questo e credo che la nostra opinione sia chiara. L'Iran non interferisce negli affari interni dei paesi stranieri, a differenza di un certo numero di forze esterne (occidentali) che hanno scatenato la crisi ucraina, in relazione alla quale la Russia ha dovuto rispondere".

    In questi giorni il Presidente della camera bassa del Parlamento per la politica economica Evgeny Fedorov ("Russia Unita") ha inviato un appello al Majlis dell'Iran di prendere in considerazione un riconoscimento della Crimea come una parte integrante della Russia.

    L'iniziativa è stata supportata dal Presidente della camera bassa del Parlamento per gli affari esteri Leonid Slutskij. "Qualsiasi iniziativa in questo senso è un bene", ha dichiarato lui a RT.

    La scorsa settimana la Siria ha riconosciuto la Crimea come parte integrante del territorio russo. Oltre a questo la Presidente del Parlamento siriano Khadija Abbas ha osservato che le relazioni tra Mosca e Damasco sono diventate strategiche e aprono nuove prospettive. Fedorov sostiene che Teheran potrebbe prendere la stessa direzione della Siria.

    "Oggi noi, insieme all'esercito di Assad, espugnamo ad Aleppo le roccaforti dei jihadisti, città diventata uno dei principali centri di comando di Daesh. La nostra alleanza con il Presidente siriano è corollata non solo da buone intenzioni, ma anche da una cooperazione militare e politica. Dei passi significanti sono stati fatti in questo senso nel riconoscimento della Crimea, da parte del Parlamento siriano, come parte integrante del territorio russo. Damasco ha dimostrato al mondo intero che la Siria è uno stato indipendente, il quale ha una chiara visione di Washington, Londra e del loro teatro di marionette. Purtroppo non tutti i nostri alleati hanno seguito lo stesso esempio", ha spiegato il parlamentare a RT.

    Fedorov si riferisce ai partner medio orientali, in particolare all'Iran, che combatte insieme alla Russia. Il deputato ritiene che è il momento di mostrare che le relazioni russo-iraniane sono strategiche e che Teheran non cambierà la sua posizione iniziale.

    "Questa è un'offerta di buona volontà. Teheran è stata allungo sottoposta a dure sanzioni: gli Stati Uniti hanno mantenuto un blocco contro l'Iran per una una decina di anni, ma il popolo iraniano ha dimostrato coesione e fedeltà ai propri ideali. L'Iran come nessun altro paese conosce il valore dell'indipendenza e della sovranità nazionale. E Mosca, come è noto, apprezza sempre l'amicizia e la parola mantenuta", ha spiegato Fedorov a RT.

    Ricordiamo che la riunificazione storica della Crimea con la Russia è stata riconosciuta da sei paesi, tra cui Cuba, Venezuela, Nicaragua, Afghanistan e Corea del Nord. La scorsa settimana, la Siria si è unita a loro. La Presidente del Parlamento Khadija Abbas ha dichiarato che la Crimea è parte della Russia, come era parte dell'URSS, e che "a causa degli eventi che si sono sviluppati dopo il crollo dell'Unione Sovietica era stata allontanata dal suo territorio di origine. Oggi questo argomento è tornato alle radici e con un referendum il popolo di Crimea ha espresso la propria volontà.

    Alcuni paesi sono ancora indecisi: il Kazakistan ha riconosciuto i risultati del referendum sulla penisola della libera volontà dei cittadini e "comprende la decisione della Russia di acquisire il territorio nella sua totalità" mentre il leader bielorusso Aleksandr Lukashenko ha detto che la "Crimea di fatto è diventata parte della Russia, e noi saremo con la Russia".

    Il 16 marzo 2014 sulla penisola è stato tenuto un referendum sullo status politico della Crimea, nel quale oltre il 96% degli elettori si è espresso a favore dell'entrata della regione nella Federazione Russa. Il 21 marzo il Presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge sulla ratifica dell'accordo sulla riunificazione della Crimea e Sebastopoli con la Russia, così come il decreto sulla formazione del Distretto Federale di Crimea. L'anno successivo ha firmato un decreto, in base al quale la Crimea e Sebastopoli vengono a far parte del Distretto Federale Meridionale.

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    Riconoscimento della Crimea russa, Iran, Crimea, Russia
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