13:41 20 Maggio 2018
Roma+ 24°C
Mosca+ 10°C
    Impianti petroliferi in Arabia Saudita

    “Francesi costano meno”: i rapporti ambigui di Parigi con le petromonarchie arabe

    © AP Photo / JOHN MOORE
    Mondo
    URL abbreviato
    290

    La Francia è stata comprata dalle monarchie petrolifere del Golfo Persico? Gli emiri finanziano la Jihad? Le risposte del giornalista Christian Chesnot, autore del libro-inchiesta "Nos très chers émirs, sont-ils vraiment nos amis?" (I nostri cari emiri, sono davvero i nostri amici? ndr), pubblicato dalla casa editrice Michel Lafon quest'anno.

    "I rappresentanti francesi eletti dal popolo tendono a considerare le monarchie petrolifere come mucche da mungere. I principi arabi a loro volta ci ritengono persone facili da comprare…alcuni regali, un orologio, qualche migliaio di euro. Una persona vicina all'emiro del Qatar ci disse: "I francesi costano meno di tutti." Forse era una battuta, ma senza dubbio sono successe cose anomale tra il 2007 e il 2012 tra il Qatar e Parigi."

    "Con l'Arabia Saudita ed i Paesi del Golfo esiste un'alleanza di lunga data, fin dagli anni '70. Tutti i presidenti, da François Mitterrand ad Hollande, hanno perseguito la stessa linea per fare dell'Arabia Saudita il nostro partner strategico: abbiamo firmato numerosi accordi in materia di difesa, i Paesi del Golfo sono i nostri clienti più importanti. Questo crea legami molto forti da cui la Francia trae benefici in termini finanziari e posti di lavoro, ma ci mette in una posizione difficile".

    "Gli Stati Uniti hanno legami più forti: hanno Israele e l'Arabia Saudita. Gli americani continuano a decidere tutto nel Golfo Persico, la Francia è un partner di riserva nella regione. Ci promettono molto: 50 miliardi di investimenti in Francia, ma alla fine è stato fatto poco." "I risultati di Hollande sono controversi: una cooperazione più stretta, ma non così idilliaca, ci viene detto dai politici.

    Ci coinvolgono in affari dove dovremmo essere più attenti, in particolare riguardo allo Yemen: 8mila persone sono rimaste uccise, forniamo le armi e le immagini dei satelliti. Taciamo sui massacri: 140 morti e più di 500 feriti a Sana'a dopo un raid su un corteo funebre".

    "Se ci fosse una classifica, al primo posto ci sarebbero gli Emirati Arabi, che hanno investito 3,7 miliardi di dollari, poi il Qatar con 1,7 miliardi $, seguiti da 830 milioni $ dell'Arabia Saudita. Il Qatar investe di più a Londra. Credo che a questo punto li accusano invano. Il denaro di questi Paesi non è sporco. Quale dovrebbe essere la base per il divieto degli investimenti delle monarchie del Golfo in Francia? Vengono realizzati completamente in modo legale. Quello che si condanna è la partecipazione al finanziamento delle moschee: la moschea di Nizza, attorno alla quale si è sollevato un polverone di polemiche in primavera, è stata personalmente finanziata dal ministro saudita per gli affari religiosi. E poi nel Sahel la diffusione dell'ideologia wahhabita-salafita: ora stanno cambiando la natura dell'Islam nel Sahel, dove in precedenza prevaleva un Islam pacifico e animista. Negli ultimi 10-15 anni i soldi del Golfo Persico hanno rovinato l'Islam locale: le donne indossano il hijab, anche se non c'era questa tradizione".

    "Serve più trasparenza, chiarezza e, talvolta, durezza: la Svizzera ha rifiutato di fornire i missili all'Arabia Saudita per la guerra che conduce in Yemen, per non violare l'embargo delle Nazioni Unite." Bruno Le Maire ha lasciato nella cassaforte del Quai d'Orsay (dove si trova il ministero degli Esteri francesi) un orologio ricoperto di diamanti da 85.000 €.

    Correlati:

    La coalizione araba riprende raid aerei in Yemen
    Iran intensifica le forniture di armi ai ribelli Huthi in Yemen, USA preoccupati
    Yemen, la guerra dimenticata
    The Saudi candidate? La relazione (molto) speciale di Hillary Clinton con Riyad
    Tags:
    Business, Cooperazione, Economia, Terrorismo, Geopolitica, Qatar, Arabia Saudita, Francia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik