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    Peshmerga curdi impegnati nella liberazione di Mosul

    Daesh può sgretolare la coalizione a Mosul

    © AP Photo/ SAFIN HAMED
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    Gli USA e i suoi alleati stanno affrettando le operazioni a Mosul, poiché c’è il rischio che i terroristi possano ridurre a brandelli la coalizione, scrive il l’ex colonnello Daniel Davis in un articolo sul The National Interest.

    La battaglia contro Daesh a Mosul ancora non è iniziata, mentre il primo ministro iracheno Haydar al-Abadi e la maggior parte dei politici americani hanno già ufficialmente annunciato che la campagna terminerà con una vittoria e che si pianificano già le tappe successive. Ma in realtà queste affermazioni sono premature sostiene Davis.

    Nel caso di una complicazione della situazione per gli USA e gli iracheni, sarebbe meglio ideare un piano di sicurezza alternativo se la battaglia dovesse prolungarsi o la coalizione dovesse iniziare a sgretolarsi. Daesh ci sta mettendo tutta per difendere la propria posizione a Mosul giocando sulle contraddizioni in seno alla coalizione guidata dagli USA.

    Spesso i membri di Daesh vengono immaginati come "ottusi tagliagole", ma in realtà pianificano perfettamente le proprie operazioni non solo tatticamente ma anche strategicamente. Dopo 15 anni di instabilità politica in Afghanistan, Iraq e Siria i guerriglieri hanno ottenuto una grande esperienza nella lotta contro le truppe governative e sono diventati "esperti in sabotaggio e combattimenti in aree urbane" dice l'articolo.

    Le forze della coalizione hanno deciso che per i terroristi questa non sarà una battaglia per la vita, ma per la morte, e se dovessero perderla, lo stesso Daesh smetterà di esistere. Tuttavia questa idea da parte degli USA è pericolosa. In realtà la situazione per i terroristi non è così disperata come sembra. Ovvio che i terroristi non possono difendere ogni angolo della città ma, non vi è alcun dubbio che essi hanno nel corso degli ultimi mesi si siano "preparati per la battaglia decisiva". Probabilmente i terroristi retrocederanno finché non arriveranno alla propria linea difensiva principale. Non c'è da escludere che Daesh sia pronto a perdere fino al 75% delle sue forze a Mosul, ma non perdere le posizioni e infliggere il massimo danno alle forze che stanno assediando la città, dice Davis.

    Adesso nella coalizione ci sono gruppi militari tra i quali non c'è fiducia, ne rapporti ben consolidati. Oltre a questo nell'alleanza ci sono ad esempio iracheni sciiti che in passato avevano minacciato di uccidere gli americani. In vista di perdite significative e di una guerra di logoramento, diversi iracheni sunniti potrebbero cominciare ad agire indipendentemente da Baghdad o, peggio ancora, iniziare a combattere contro gli altri membri della coalizione, ritiene l'autore.

    "Più allungo resisterà Daesh e più perdite infliggerà alla coalizione, più è probabile che le differenze religiose e politiche tra le forze di liberazione emergeranno in maniera più evidente", dice Davis.

    Un esito positivo della battaglia per Mosul non si può escludere, ma gli Stati Uniti stanno facendo un errore enorme nel sottovalutare Daesh, è convinto l'autore di questo articolo.

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    ISIS, Guerra, liberazione di Mosul, Coalizione anti-Daesh, Mosul
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