06:16 19 Novembre 2018
Vista su Ceuta, enclave spagnola in Marocco

Spagna: parlamentari hanno chiesto spiegazioni su supporto a navi da guerra russe

© AP Photo / Cristina Quicler
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Il gruppo parlamentare di Sinistra Repubblicana di Catalogna ha chiesto al Ministro degli esteri e della difesa di spiegare al Congresso dei deputati in merito al presunto “supporto logistico” che la Spagna ha fornito alle navi da guerra russe coinvolte nell'operazione in Siria, ha riferito la testata online del publico.es.

Sulla questione i parlamentari hanno chiesto al Ministro degli esteri José Manuel García-Margallo e al Ministro della difesa Pedro Morenés "di chiarificare la possibile collaborazione della Spagna con le navi da guerra russe impegnate nelle operazioni in Siria".

La Sinistra Repubblicana di Catalogna ritiene che "quattro delle cinque navi che hanno attraccato a Ceuta (porto spagnolo in nord Africa) hanno partecipato alle operazioni militari nel corso dell'ultimo anno" per sostenere il presidente siriano Bashar al-Assad.

In particolare si tratta dei pattugliatori "Jaroslav Mudryj" e "Ladnyj", e delle piccole navi lanciamissili "Zelenyj Dol" e "Serpuchov".

Delle fonti nel partito, sostengono che se i dati su tale supporto logistico sono veri, allora significa che un paese membro della NATO supporta indirettamente la partecipazione della Russia al conflitto militare in Siria.

Precedentemente la testata giornalistica El Pueblo de Ceuta ha comunicato che l'ultima volta le navi russe hanno attraccato a Ceuta dal 16 al 19 ottobre. Si tratta delle navi lanciamissili "Zelenyj Dol" e "Serpuchov" e del rimorchiatore SB-36.

Il Ministero degli esteri spagnolo ha spiegato che le navi da guerra russe hanno ormeggiato nel porto di Ceuta secondo un protocollo NATO, in base al quale le navi di altri paesi possono entrare nei porti degli Stati membri della alleanza se il resto dei paesi appartenenti alla NATO ne sono informati.

Il conflitto armato continua in Siria da marzo 2011. Secondo le Nazioni Unite, il conflitto ha provocato la morte di più di 220 mila persone. La Russia il 30 settembre 2015, su richiesta del presidente Bashar al-Assad ha iniziato a condurre raid aerei contro i terroristi in Siria. Con il sostegno della Russia Damasco è riuscita a invertire la situazione e a riprendere l'offensiva nei settori chiave. Nel mese di marzo, il presidente russo Vladimir Putin ha preso una decisione sul ritiro della maggior parte dell'aviazione dispiegata in una video-conferenza.

Diverse volte la Russia ha dichiarato di non sostenere il regime politico di Assad, ma di combattere il terrorismo internazionale sul territorio siriano. Il Ministero degli esteri russo ha dichiarato che Mosca continuerà a fare tutto il possibile per garantire una soluzione politica alla crisi siriana, attraverso negoziati tra Damasco e l'opposizione, nel pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale della Siria e dei requisiti di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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