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11:26 20 Ottobre 2019
Forze irachene nei pressi di Mosul

Operazione di Mosul utile per Clinton e rinforza terroristi in Siria contro Assad e Russia

© REUTERS / Stringer
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L'operazione militare per liberare Mosul dai terroristi dello "Stato Islamico" può essere in qualche modo legata alla campagna elettorale negli Stati Uniti e può servire per riversare gli islamisti in Siria per creare problemi all'Iran e alla Russia, ritengono gli analisti russi.

La massiccia offensiva su Mosul è iniziata il 17 ottobre con la partecipazione delle forze militari e di polizia dell'Iraq e delle milizie curde, sostenute dai caccia della coalizione guidata dagli Stati Uniti.

Durante l'ultimo dibattito televisivo con il suo rivale del Partito Repubblicano Donald Trump, Hillary Clinton ha detto che a Mosul è prevista una battaglia difficile.

"Credo che possiamo scacciare i terroristi da Mosul per poi andare in Siria per espugnare Raqqa," — ha detto la candidata dei Democratici.

Trump da parte sua ha affermato che l'operazione per liberare Mosul avviene su ordine dell'attuale amministrazione per sostenere Hillary Clinton.

In un'intervista con RIA Novosti il consigliere del direttore dell'Istituto russo per gli studi strategici e l'orientalista Elena Suponina ha osservato che l'operazione per la liberazione di Mosul sarebbe potuta iniziare molto prima a settembre, tuttavia è stata rinviata per difficoltà tecniche e motivazioni politiche.

In particolare, secondo l'analista, per il Partito Democratico e la Clinton è molto importante che Mosul venga ripulita dai terroristi.

"Allora mostrerà agli elettori americani che i Democratici hanno riportato qualche successo in politica estera," — ritiene la Suponina.

Secondo la Suponina, allo stesso tempo gli Stati Uniti perseguono un altro obiettivo geopolitico con l'offensiva su Mosul.

Suponina ha indicato che i terroristi in fuga da Mosul potrebbero marciare verso la Siria.

"In questo modo l'operazione colpirebbe parecchi piccioni con una fava: oltre al successo politico rivendicato dall'attuale amministrazione dei Democratici alla vigilia delle elezioni negli Stati Uniti, creerebbe problemi al governo siriano e ai suoi alleati, come l'Iran e la Russia", — ha osservato.

Secondo lei, se i combattenti del Daesh si ritirano da Mosul, in Siria potrebbero complicare la situazione in diversi fronti, compresa la regione di Aleppo.

"Ma, naturalmente non tutti si riverseranno in Siria, creeranno mal di testa a molto: i terroristi potrebbero recarsi ovunque, anche nelle vesti dei profughi in Europa", — ha concluso la Suponina.

In precedenza il 12 ottobre una fonte diplomatico-militare a Mosca ha rivelato a RIA Novosti che gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita avevano concordato di assicurare ai combattenti del Daesh un corridoio sicuro per ritirarsi da Mosul.

Il piano prevede inoltre il trasferimento di più di 9mila jihadisti nella parte orientale della Siria per attaccare Palmira e Deir ez-Zor.

A questo proposito gli esperti sono del parere che l'amministrazione democratica di Barack Obama sfrutti l'offensiva di Mosul per gli interessi elettorali di Hillary Clinton.

Mercoledì scorso il canale televisivo libanese "Al-Mayadin", citando proprie fonti, ha riferito che almeno 100 leader del Daesh hanno lasciato Mosul e sono entrati in Siria.

Il vice rettore della facoltà di Economia Internazionale e Politica Internazionale della Scuola di Economia Andrey Suzdaltsev ha detto che da Mosul "i terroristi non hanno alternative, marceranno ad ovest verso il confine con la Siria."

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Tags:
ISIS, Terrorismo, Geopolitica, Presidenziali USA 2016, crisi in Siria, Esercito della Siria, Coalizione USA anti ISIS, Donald Trump, Hillary Clinton, Bashar al-Assad, Mosul, Deir ez-Zor, Aleppo, Palmira, Arabia Saudita, Iraq, Siria, USA
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