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    Un errore giornalistico alimenta la teoria dello zampino di Mosca nelle elezioni Usa

    © REUTERS / Mike Segar
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    Il giornalista di Newsweek Kurt Eichenwald ha accusato Donald Trump di essere comandato a bacchetta da Mosca, basandosi sull’errore di un redattore di Sputnik.

    L'errore in questione è stato commesso il 10 ottobre dal ventinovenne Bill Moran, redattore presso la sede Sputnik di Washington. Egli aveva citato in un suo articolo dei brani della corrispondenza privata di Hillary Clinton, pubblicata su Wikileaks, attribuendo erroneamente una citazione a Sidney Blumenthal — assistente della Clinton quando era segretario di Stato — mentre si trattava di una citazione di un articolo di Newsweek di Eichenwald.

    Invece di modificare l'articolo, Moran lo ha direttamente eliminato dal sito. L'articolo era rimasto online solo per 19 minuti totalizzando un migliaio di visualizzazioni, abbastanza per galvanizzare nuove teorie cospirative sullo zampino di Mosca nelle elezioni americane.

    Tra quei mille visualizzatori c'era anche Donald Trump che ha citato l'erronea citazione di Blumenthal nel corso di un incontro con i suoi sostenitori.

    Eichenwald, notato che Trump cita erroneamente il suo articolo, ha deciso di scoprire l'origine dell'errore. Risalito all'articolo di Sputnik, Eichenwald lo prende come l'ennesima prova che Trump dipenda da Mosca, affermando che egli ripete le tesi della propaganda russa.

     

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    errore, Complottismo, Elezioni presidenziali USA 2016, Sputnik, Donald Trump, Hillary Clinton, USA, Russia
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