20:32 17 Agosto 2018
Aleppo

Il Regno Unito dovrebbe cambiare politica sulla Siria invece di criticare la Russia

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I politici britannici fanno a gara tra loro nell’accusare le autorità russe e siriane per il bombardamento di Aleppo, mentre la soluzione migliore per Londra sarebbe il rifiuto della «retorica banale» e l'assistenza ai rifugiati. Lo scrive Simon Jenkins sul settimanale britannico The Spectator.

Dai parallelismi obbligatori con Hitler (Andrew Mitchell, parlamentare dei Tory, ha paragonato il bombardamento di Aleppo con quello di Guernica durante la guerra civile spagnola) alla politica dei «fatti non parole», per i parlamentari britannici si deve sempre fare qualcosa. spesso qualcosa di stupido come abbattere gli aerei russi, scrive Jenkins.

Il ministro degli Esteri Boris Johnson ha replicato dicendo di sperare in una tregua e lavorare per la risoluzione del problema. 

Nel frattempo, il Regno Unito ha contribuito sufficientemente ad attizzare le fiamme dell'inferno siriano. Ha aiutato gli Usa a creare il vuoto di potere nel vicino Iraq, dove adesso fiorisce l'Isis. Poi, nel 2012, ha sostenuto l'opposizione armata durante la rivolta contro Bashar al-Assad, spingendolo a cercare aiuto dalla Russia, dall'Iran e dagli Hezbollah, osserva Jenkins.

Le discussioni dei parlamentari britannici sulla questione siriana dimostrano «la potenza della vanagloria di Blair», nonostante tutti i fallimenti a cui ha portato. Il Regno Unito ha partecipato alle guerre in Iraq, Afghanistan e Jugoslavia, senza tuttavia raggiungere la pace — precisa Jenkins.

Tutti i paesi sono obbligati ad aiutare coloro che sono stati colpiti dalla guerra. Questa responsabilità include l'assistenza alle persone, per lenire la loro sofferenza. Invece di impantanarsi nella guerra siriana, la Gran Bretagna dovrebbe «confortare le vittime della guerra», assistere i rifugiati. Nel frattempo, i politici chiedono di «fermare l'aggressione russa», ma si dimenticano che il Regno Unito, sostenendo gli Usa, ha partecipato al bombardamento della Siria.

«… I politici britannici impiegherebbero meglio il loro tempo organizzando l'assistenza invece di urlare aggettivi, battere i tamburi e sganciare bombe» conclude Jenkins.

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Conflitto, Assistenza, critiche, Situazione in Siria, ISIS, Russia, Siria, Gran Bretagna
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