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    L'ex sindaco di Londra Boris Johnson

    Guardian: cosa c'è dietro le minacce di Johnson alla Russia

    © AP Photo/ Kirsty Wigglesworth
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    Boris Johnson ha dimenticato la vecchia regola diplomatica secondo cui ad ogni azione corrisponde una reazione.

    Chiedendo il picchettaggio dell'ambasciata russa a Londra, il Capo del Ministero degli esteri britannico, Boris Johnson ha dimenticato la vecchia regola diplomatica secondo cui ad ogni azione corrisponde una reazione, scrive la columnist del giornale The Guardian, Mary Dezhevski.

    Martedì durante un dibattito parlamentare, il Ministro degli esteri Britannico, Boris Johnson, ha detto che chi si oppone alla guerra in Siria deve organizzare una protesta davanti all'ambasciata russa a Londra contro la politica di Mosca. L' organizzazione no-profit Stop the War, che il Ministro ha chiamato per partecipare alla protesta, si è rifiutata di prendere parte a tale azione, perché secondo i rappresentanti del movimento, così come è posta, stimolerà solo la diffusione di "sentimenti isterici e sciovinisti" contro la Russia.

    Se inciti un popolo contro un'ambasciata, verrà fatto lo stesso verso il tuo Paese, dice la giornalista.

    "Provate a immaginare come sarebbe stata turbata l'opinione pubblica, se il Cremlino avesse invitato i russi a protestare all'ambasciata britannica a Mosca. Abbiamo già visto un paio di proteste davanti all'ambasciata del Regno Unito a Teheran. Non è stato un bello spettacolo e la cosa più grave è che questo può rovinare il rapporto tra i Paesi per molto tempo" scrive Dezhevski.

    L'esperta spiega che l'aggressività retorica di Johnson è l'unico mezzo che ha per affrontare la complessità politica  della situazione in Siria.

    "Boris Johnson  deve difendere la linea del Governo sotto fuoco dall'inizio delle ostilità in Siria, un  piano, che è stato respinto dai parlamentari tre anni fa. Probabilmente questa scelta ha portato alla situazione disperata che ora c'è a est di Aleppo" osserva l'editorialista.

    Questo accade mentre la proposta di introduzione di una no-fly zone sulla Siria è stata respinta come troppo rischiosa a causa di una potenziale collisione con l'aviazione russa e con gli aerei della NATO. L 'unica cosa che rimane al Ministro britannico è minacciare la Russia con il Tribunale penale Internazionale. Allo stesso tempo le parole di Johnson sembrano ambigue, considerando i piani del primo ministro Theresa May di ritirare i militari britannici dalla convenzione europea per i diritti dell'uomo.

    Questa ambiguità maschera l'incapacità o la mancanza di volontà di agire, aggiunge Dezhevski.

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    Tags:
    Guerra, intervento militare, Boris Johnson, Gran Bretagna
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