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    Testata nucleare

    NI sostiene che gli USA avrebbero potuto usare armi nucleari in un'altra guerra

    © Sputnik. Mihail Mokrushin
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    Il colonnista del "The National Interest" Robert Farley ha avanzato un'ipotesi: come sarebbe cambiato il corso della storia se gli USA avessero usato armi nucleari non solo durante la seconda guerra mondiale, ma anche nella guerra di Corea

    L'autore fa notare che l'opzione di usare armi nucleari in quel conflitto era stata presa in considerazione dagli USA.

    Nel 1950, quando le truppe americane furono costrette a ritirarsi oltre il fiume Yalu sotto la pressione delle truppe cinesi, il generale Douglas MacArthur richiese al presidente Truman il permesso di un attacco aereo contro obiettivi terrestri sul suolo cinese.

    Molti erano certi che gli attacchi sarebbero stati effettuati con bombe nucleari, un vantaggio asimmetrico delle forze militari USA in quel periodo.

    Come fa notare Farley, nel 1950 gli USA possedevano armi nucleari e una solida flotta di bombardieri strategici, atti al loro trasporto, il che era un grande vantaggio sull'Unione Sovietica, nonostante quest'ultima avesse già sviluppato con successo una tecnologia analoga.

    Secondo Farley, nella guerra di Korea ci sono tre momenti critici. Il primo è l'invasione su vasta scala della Corea del Nord attraverso oltre il 38 ° parallelo in Corea del Sud nel giugno 1950. Proprio questa azione provocò l'escalation del conflitto che da tempo già si preparava.

    Secondo momento critico: lo sbarco americano nel porto di Incheon, che arrestò l'avanzata delle truppe del nord. Da quel momento in poi la Corea del Nord agirà sempre sulla difensiva.

    Terzo momento critico: l'interferenza nel conflitto armato dei volontari nazionalisti cinesi. Questo a sua volta ha obbligato gli americani a ritirarsi oltre il 38° parallelo.

    Proprio nel terzo punto di svolta MacArthur chiese il permesso di attaccare la Cina e molti in USA valutavano la possibilità di condurre un attacco nucleare.

    Farley sostiene che gli USA dovevano scegliere tra l'utilizzo di ordigni nucleari tattici o strategici.

    Sarebbero stati effettuati bombardamenti strategici nei luoghi di dispiegamento delle truppe, zone industriali, edifici governativi, allo scopo di distruggere la Cina o per forzare il paese ad uscire dalla guerra.

    Date la dimensione della popolazione cinese e la posizione degli impianti industriali nel paese, una campagna militare del genere avrebbe richiesto l'uso di una grande quantità di testate nucleari. Il ministero della difesa Usa non avrebbe mai approvato una tale strategia poiché in Cina erano presenti numerosi consiglieri e rappresentanti dell'URSS e questo avrebbe presentato il problema di destabilizzare l'occidente e spezzare il suo sistema di contenimento del comunismo.

    Dal punto di vista di Farley, se l'aviazione USA avesse ordinato di procedere con i bombardamenti, questo non solo avrebbe mostrato tutti i piani del Comando Strategico degli Stati Uniti, ma date le discutibili capacità difensive dei bombardieri B36, quasi certamente avrebbe costretto Washington a un attacco diretto contro l'URSS.

    Per quanto riguarda l'uso tattico degli ordigni, gli USA avevano troppe poche bombe e pochi metodi di trasporto nei luoghi di interesse strategico per pensare ad un eventuale sviluppo degli eventi di questo tipo.

    L'uso di armi nucleari, naturalmente, avrebbe potuto provocare gravi danni ai centri di comando cinesi e della Corea del Nord. Tuttavia fu "delegittimato" dal governo di Seul, per non parlare delle distruzioni e devastazioni che gli USA avrebbero portato nei territori dei loro alleati.

    Farley ha detto che di recente, gli esperti hanno scoperto nuovi motivi del rifiuto degli USA dell'uso delle bombe atomiche in questo conflitto.

    Le autorità statunitensi temevano di un eventuale escalation del conflitto avrebbe portato la penisola ad una situazione disperata. In particolare alla Repubblica Popolare Cinese avrebbe avuto abbastanza forze e risorse per condurre una guerra contro gli Stati Uniti nel caso della decisione di Washington di alzare la posta in gioco. Le città e gli abitanti della penisola si aspettavano terribili sofferenze.

    Oltretutto, e questo secondo lui ancora più importante, in uno scenario di questo tipo l'URSS avrebbe potuto prendere parte in questo conflitto, attraverso l'aumento di truppe di supporto, di apparecchiature e attrezzi militari, e l'intervento diretto delle forze di terra sovietiche e la Marina.

    "L'escalation militare nella penisola Coreana sarebbe finita male per tutte le parti coinvolte. Gli USA avrebbero causato orribili sofferenze alle popolazioni, il tutto per oscuri obiettivi strategici." Ha concluso l'autore.

    Ma, soprattutto, prestando attenzione alle parole di Farley, in questo ipotetico scenario il mondo non avrebbe iniziato a percepire le armi nucleari come qualcosa di proibito.

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    armi nucleari, Possibilità di usare armi nucleari, Governo USA, Penisola coreana, USA
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