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05:27 18 Agosto 2019
Boris Johnson

Siria, Usa e Regno Unito vogliono che la Russia cambi la sua linea

© AFP 2019 / Niklas Halle'n
Mondo
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Regno Unito e Usa sono alla ricerca delle opportunità per fare pressione sulla Russia e costringerla a modificare la sua linea nella questione siriana. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri britannico Boris Johnson in un'intervista al quotidiano britannico The Sun.

Johnson ha accusato la Russia della morte di numerosi civili. Secondo il ministro, l'Occidente sta raccogliendo le prove contro Mosca perché è chiaramente «un crimine di guerra».

Se la posizione di Mosca riguardo la Siria non cambierà, insiste Johnson, «perderà completamente consenso e ammirazione nel mondo».

«L'atteggiamento mondiale verso la Russia si è inasprito, e penso che ora la gente creda che la Russia corra il rischio di diventare uno stato emarginato» ha detto il ministro.

«L'arma più potente che l'Occidente può usare contro la Russia è la vergogna» ha sottolineato Johnson.

La pubblicazione suggerisce che questo potrebbe includere il boicottaggio da parte delle autorità britanniche del Campionato mondiale di calcio 2018, che si terrà in Russia.

La Russia ha più volte detto di non essere d'accordo con le accuse che l'Occidente le rivolge. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che l'Aeronautica militare russa non attacca i civili, in quanto opera solo contro i terroristi ed esclusivamente nel quadro del diritto internazionale. Il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov ha respinto le accuse per il bombardamento di un convoglio umanitario ad Aleppo, precisando che le accuse dei politici occidentali sono prive di fondamento.

Dopo una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria la settimana scorsa, il rappresentante permanente della Russia, Vitalij Churkin, ha detto che Mosca d'ora in poi avverserà tutte le mosse unilaterali atte a porre fine ai combattimenti in Siria, in quanto gli Usa hanno fatto ricorso a «espedienti tattici» che hanno permesso ai terroristi di riorganizzarsi.

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Conflitto, Operazioni militari, Cooperazione militare, Situazione in Siria, Boris Johnson, Dmitry Peskov, Sergej Lavrov, Gran Bretagna, Siria, USA, Russia
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