23:46 20 Giugno 2019
Militanti del Daesh

Politologo iracheno: l’Isis è strumento per gli interessi di singoli stati

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In un’intervista a Sputnik Persian, il politologo e pubblicista iraniano Ghodrat Ahmadiyan ha raccontato del contributo che Russia e Iran hanno dato alla lotta contro il terrorismo.

"Gli osservatori politici, parlando della situazione sui fronti della lotta contro lo Stato islamico, sono d'accordo sul fatto che negli ultimi mesi le posizioni dei guerriglieri sono state indebolite e la loro influenza è in calo anche nei territori sotto il loro controllo. L'esercito iracheno è pronto ad attaccare Mosul e liberare i suoi dintorni, così come a sostenere una serie di altre operazioni militari. Insomma, possiammo affermate che: l'Isis è in ritirata, mentre la Russia, l'Iran, e le forze governative in Siria stanno facendo di tutto per creare un equilibrio politico che, in ultima analisi, permetterà di sradicare lo Stato islamico."

"Tuttavia, se si considera il problema non solo dal punto di vista militare, ma anche politico, la situazione è molto più complicata. Lo Stato islamico è un'organizzazione politico-militare. Lo sradicamento del terrorismo in Siria e Iraq richiede impegno politico, dialogo pubblico proficuo. L'incoerenza e la mancanza di una posizione unitaria nella coalizione occidentale ha portato ad un fatto particolare: i singoli paesi-membri guadagnano punti presentando la situazione al fronte nel modo più comodo per loro. Di questo beneficiano anche i terroristi. La ricerca dell'equilibrio politico nella lotta contro l'Isis dovrebbe essere una priorità. Solo l'equilibrio tra gli interessi e l'unione delle forze nelle operazioni antiterrorismo portano al successo finale."

"Fino a quando l'equilibrio non sarà raggiunto, l'Isis sarà lo strumento per garantire gli interessi dei singoli paesi. I guerriglieri saranno usati per mettere in crisi l'unità non solo all'interno della coalizione antiterrorismo, ma anche all'interno della Siria stessa. È importante la chiarezza della posizione e la trasparenza degli interessi di tutti i giocatori. In caso contrario, non sarà possibile sbarazzarsi del terrorismo dal punto di vista strategico. L'Isis può essere distrutto fisicamente in futuro. Ma se non c'è il consenso politico, la muffa del terrorismo spunterà di nuovo, intevitabilmente sul suolo siriano e iracheno."

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Intervista, Cooperazione, operazione militare, politica, Terrorismo, Lotta al terrorismo, Situazione in Siria, ISIS, Russia, Iraq, Siria
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