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    Base militare russa di Hmeymim, Siria

    “Cresce il rischio di uno scontro militare tra Russia e USA in Siria”

    © Foto: Russian Defence Ministry
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    Ora, quando giunge al termine l'incarico del presidente degli Stati Uniti, i vari gruppi di potere a Washington fanno i propri interessi. E' estremamente difficile la cooperazione tra la Russia e gli Stati Uniti in Siria: questo parere è stato espresso in diretta su Radio Sputnik dall'analista militare Igor Korotchenko.

    Il cessate il fuoco in Siria, scaduto oggi, non è stato rinnovato. Mercoledì scorso i diplomatici di Russia e Stati Uniti hanno avuto dei colloqui infruttuosi a New York insieme agli altri membri del gruppo internazionale di sostegno per la Siria. Il segretario di Stato americano John Kerry ha chiarito che il fallimento dei negoziati è legato all'impossibilità di una tregua in contemporanea all'offensiva dell'esercito siriano ad Aleppo.

    Negli Stati Uniti sono convinti che i militari siriani attacchino non solo luoghi i terroristi, ma anche i gruppi della cosiddetta opposizione moderata. Allo stesso tempo il Pentagono si rifiuta di condividere con la Russia le informazioni sulle aree di dislocamento delle unità armate dell'opposizione.

    Gli accordi tra il Dipartimento di Stato americano ed il ministero degli Esteri russo relativi al cessate il fuoco in Siria sono stati a rischio sin dal loro raggiungimento. Una delle minacce deriva dalle divergenze tra i vari dipartimenti dell'amministrazione americana a Washington, ritiene l'esperto militare e direttore della rivista "Difesa Nazionale" Igor Korotchenko.

    "C'è la posizione del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e c'è la posizione dei gruppi di interesse che non sono interessati agli accordi. In particolare le agenzie di intelligence degli Stati Uniti e soprattutto il Pentagono. Serve capire che Barack Obama se ne va e in un contesto in cui gli rimangono pochi mesi alla Casa Bianca, nell'establishment americano si attivano i vari gruppi di potere. I diplomatici chiudono formalmente alcuni accordi, ma la loro attuazione non grava sulle spalle del Dipartimento di Stato, ma su quelle del Pentagono. Il segretario alla Difesa Ashton Carter ha esplicitamente dichiarato di non voler nessun contatto e accordo con la Russia. Pertanto in questo caso c'è una situazione in cui il presidente se ne sta andando via ed i vari gruppi di potere nell'amministrazione americana degli Stati Uniti fanno i propri interessi," — ha detto Igor Korotchenko su Radio Sputnik.

    La situazione è aggravata dal fatto che gli obiettivi strategici degli Stati Uniti in Siria sono rimasti invariati, afferma convinto l'esperto militare.

    "Gli Stati Uniti cercano attivamente di "schiacciare" la Russia in Siria. Per questo osserviamo da parte loro una dura linea antirussa. Inoltre gli americani stanno inviando i loro aerei spia per monitorare la base aerea russa di Hmeymim. Girano costantemente attorno alla base i droni da ricognizione americani. Dopo useranno i droni d'attacco per effettuare provocazioni, scaricando poi la responsabilità sulla Russia. Detto in altri termini, si tratta di un'escalation deliberata verso la guerra. Oggi siamo in una situazione delicata dal punto di vista politico e militare, perchè il rischio di uno scontro accidentale tra le forze della coalizione degli Stati Uniti e la Russia è in crescita. Inoltre può verificarsi in uno scenario assolutamente imprevedibile. Perché gli Stati Uniti agiscono provocatoriamente, violando palesemente la sovranità della Siria. Si trovano diverse unità delle forze speciali statunitensi sparse nel territorio siriano. Arrivano generali di alto rango. Dal punto di vista del diritto internazionale tutto questo non si chiama semplicemente ingerenza, ma aggressione", — ritiene Igor Korotchenko.

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    Casa Bianca, Geopolitica, Politica Internazionale, Guerra, Pentagono, Ashton Carter, Barack Obama, Siria, USA, Russia
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