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05:32 20 Agosto 2019
L'ex sindaco di Londra Boris Johnson

Siria, Johnson attacca la Russia: ha dilungato e inasprito il conflitto

© AP Photo / Kirsty Wigglesworth
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Il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson ha accusato la Russia di tirare per le lunghe la guerra in Siria. Lo riporta il Guardian.

«[I russi] sono colpevoli di aver dilungato e inasprito la guerra» ha detto Johnson. 

Egli ha anche commentato gli attacchi su obiettivi umanitari ad Aleppo. Il ministro britannico ha chiesto di scoprire «se gli attacchi sono stati effettuati con la consapevolezza che si trattava di obiettivi umanitari». Se fosse così, allora dovrebbe essere considerato «un crimine di guerra».

Secondo Johnson, il presidente russo Vladimir Putin «non consegna soltanto rivoltelle ad Assad, ma in alcuni casi spara pure».

In precedenza, i media hanno riferito che il Regno Unito, la Francia e gli Stati Uniti avevano richiesto una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla campagna militare ad Aleppo. L'incontro potrebbe aver luogo oggi.

Lunedì scorso l'Onu aveva segnalato il bombardamento di un convoglio umanitario in marcia verso Aleppo e Homs. Nell'attacco sono morti un volontario e venti civili. L'Arabia Saudita ha additato come responsabili del bombardamento le forze armate siriane, mentre il Dipartimento di stato americano ha annunciato che riesaminerà «le prospettive di cooperazione con la Russia in Siria». Mosca respinge le accuse a suo carico e a carico del governo siriano. Il Ministero della difesa ha riferito che né la Russia né l'aviazione siriana hanno attaccato il convoglio umanitario.

 

«Visto che il percorso del convoglio si snodava attraverso il territorio controllato dai ribelli, il Centro russo di riconciliazione delle parti in conflitto in Siria ieri ha effettuato la scorta con dei velivoli a comando remoto» ha dichiarato il portavoce ufficiale del ministero, generale Igor Konashenkov.

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Accuse, Conflitto, Situazione in Siria, ONU, Bashar al-Assad, Vladimir Putin, Boris Johnson, Siria, Russia, Gran Bretagna
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