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16:00 22 Settembre 2019
Rottami del Boeing MH17 malese

Disastro MH17 e Bellingcat, lo smascheramento continua

© AFP 2019 / Bulent Kilic
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Abbastanza recentemente è stato messo in luce il primo rapporto del gruppo di volontari russi "Anti-Bellingcat: falsificazione di fonti pubbliche sul MH17, 2 anni dopo." Ora il gruppo di volontari ha preparato il suo 2° rapporto.

Ora oggetto di studio sono finite le falsificazioni del dossier Bellingcat, in cui il leader di questo gruppo Elliot Higgins accusa di essere coinvolti nello schianto i militari della 53° brigata missilistica delle forze armate russe. Come scoperto dai volontari, questa tesi si basa su prove false.

Ad esempio nel dossier di Bellingcat si confrontano le foto della postazione semimovente del lanciamissili Buk realizzate nel giugno 2014 nella regione di Belgorod durante la marcia del 53° reggimento missilistico di difesa aerea e il lanciamissili Buk ripreso dal tabloid "Paris Match" nella regione di Donetsk. Si sostiene che sia la stessa arma da guerra che ha lanciato il missile che ha abbattuto il Boeing malese nel Donbass.

In primo luogo la foto che le autorità ucraine presentano come prova del trasferimento da Donetsk in Russia del lanciamissili Buk è stata fatta il 19 marzo al distretto militare Yasinovatskiy della stessa città, quando non era ancora nell'aria l'inizio di un conflitto militare in Ucraina. In secondo luogo, come dimostrato dai volontari, nelle 2 foto ci sono differenze e i 2 lanciamissili sono molto diversi.

Gli "esperti" di Bellingcat hanno studiato su un'immagine non perfettamente a fuoco anche i più piccoli graffi. Ma non hanno visto l'elefante, come si suol dire.

In una foto ("Paris Match") si vede il modello 9A310, mentre nell'altra immagine della regione di Belgorod c'è la sua versione modificata 9A310M1-2.

Nella versione 9A310M1-2 prodotta dopo il 1984 c'è un particolare di costruzione, la piattaforma ribaltabile sul corpo del sistema. Nella foto di Belgorod foto non solo è presente nella costruzione del Buk, ma è anche in posizione aperta. Nella foto di Donetsk manca questo elemento. E' un dettaglio di fabbricazione, pertanto è ovvio che si tratta di 2 equipaggiamenti diversi di diverse generazioni.

Secondo esempio. Bellingcat e il comando ucraino hanno cominciato a sostenere che dopo la tragedia nella cosiddetta zona ATO non c'erano sistemi lanciamissili Buk delle forze armate di Kiev. Tuttavia i volontari di Anti-Bellingcat hanno facilmente confutato questa menzogna.

La stampa e la tv ucraina, qualche giorno prima della tragedia del 17 luglio avevano ripreso e fotografato le attrezzature militari dispiegati nel Donbass direttamente nella zona ATO. In numerose foto e video sono immortalati i lanciamissili Buk dell'esercito ucraino.

Inoltre alla vigilia del disastro aereo i militari ucraini avevano riferito che tutta la zona e lo spazio aereo era sotto il controllo delle forze armate di Kiev, detto in altri termini erano state dislocate armi per la difesa aerea. In una delle foto insieme all'armamento c'è il radar "Kupol", che fa parte della divisione dei "Buk". I satelliti russi avevano fissato il funzionamento di questi sistemi poco prima dell'incidente.

Un'altra menzogna inchiodata dagli esperti occidentali riguarda il villaggio Zaroshchenskoe dove, secondo le stime degli esperti russi, è avvenuto il lancio del missile. Bellingcat sostiene che l'esercito ucraino non controllava Zaroshchenskoe e che non c'erano Buk dell'esercito ucraino.

Nel territorio del Donbass era dislocata il 156° reggimento di difesa aerea dell'Ucraina. Il 3° battaglione del reggimento all'inizio di marzo è stato trasferito a Donetsk e poi parte della sua potenza di fuoco è stata indirizzata nei pressi di Zaroshchenskoe.

Su questo ci sono documenti. Ma non c'è alcun materiale su quando, come e dove le forze sono state ritirate.

Anti-Bellingcat proseguirà le sue indagini.

"Le falsificazioni continuano. Un paio di settimane fa in rete sono apparse le foto dei soldati russi che, secondo Bellingcat, avrebbero eseguito il lancio del missile. Tuttavia, abbiamo scoperto che si tratta di una foto di gruppo di soldati della 53° brigata fatta in Russia fuori dal servizio militare. Tutti questi piccoli falsi hanno lo stesso obiettivo: grazie ad una grande bugia accusare la Russia di un crimine per cui non c'entra nulla. Continueremo a smascherare queste menzogne", — ha detto il direttore del portale Segodnia.ru Yury Kotenok, sotto la cui guida opera il gruppo anti-Bellingcat.

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Propaganda, Giustizia, Sciagura Boeing MH17, Disastro volo MH17, Russia, Donbass, Ucraina
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