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    L’Italia è il principale mistero politico dell’eurozona

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    La Banca centrale europea stanzia miliardi di euro all’Italia, ma la maggior parte del denaro finisce all’estero. Lo riporta il quotidiano tedesco Die Welt.

    Secondo l'ultimo rapporto mensile, la Banca d'Italia ha registrato un record negativo: in agosto lo squilibrio della bilancia pagamenti nel sistema Target 2 è aumentato di oltre il 10%, fino a 327 miliardi di euro.

    «Il livello da record dello squilibrio nel Target2 in Italia è un chiaro segno che l'alleggerimento quantitativo (QE) non funziona» osserva l'economista di HSBC Fabio Balboni.

    Secondo gli esperti, il programma d'acquisto degli Eurobond doveva contribuire a bilanciare gli squilibri nella zona euro, tuttavia è avvenuto l'opposto: dal ricorso al QE nel marzo 2015 lo squilibrio in Target2 è solo aumentato. Così, il denaro scaturito dall'acquisto di obbligazioni finisce all'estero e non contribuisce alla crescita dell'economia italiana.

    L'Italia ha particolarmente bisogno di questa crescita: secondo uno studio della Deutsche Bank, l'Italia è l'unico paese dell'eurozona che si è impoverito in termini di produzione economica pro-capite. Si osserva la crescita di questo indicatore anche in Grecia e in Portogallo. La mancanza di crescita ha colpito soprattutto il mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione generale in Italia (11,4%) non è il più alto dell'eurozona, ma il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 39,2%, un dato che non ha equivalenti negli altri paesi europei.

    «L'Italia è famosa per la sua instabilità politica, ma quello che stiamo vivendo ora, non era mai successo. È un mistero politico» afferma Marco Stringa di Deutsche Bank.

    La maggior parte degli economisti della banca sono preoccupati per dipendenza pericolosa tra le banche in difficoltà e gli stati in crisi, così come per il prossimo referendum italiano. L'iniziativa è del premier Matteo Renzi e il suo destino politico è direttamente legato ai risultati del referendum.

    Gli analisti di Morgan Stanley stimano la probabilità di successo dell'iniziativa referendaria di Renzi al 35%. Se il referendum fallirà e alle elezioni che seguiranno vincerà il Movimento cinque stelle, l'Italia difficilmente se la caverà sulla via delle riforme.

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    target2, eurozona, Eurobond, Economia, Banca d`Italia, Banca Centrale Europea, Unione Europea, UE, Italia
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