00:31 24 Gennaio 2020
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Frieder Wagner, regista e vincitore del premio Grimme, ha filmato diversi documentari per i canali ARD e ZDF.

Tuttavia dopo il film "Deadly Dust" (Todesstaub, "Polvere letale" — ndr) sulle conseguenze dell'uso dei proiettili all'uranio impoverito nelle operazioni NATO in Iraq e Jugoslavia, non riesce a trovare più lavoro. Ha parlato con Sputnik:

— Anche se la pellicola ha vinto il premio televisivo europeo ÖkoMedia, non ho ricevuto più nessun ordine. Un anno fa ho parlato con Siegesmund von Ilsemann, direttore del tabloid Spiegel, che nel 2001 ha scritto un articolo su questa polvere mortale spiegando come sia pericolosa.

Ha detto che il tema dell'uso delle munizioni all'uranio è un vero e proprio tabù in Germania.

— I proiettili all'uranio impoverito si producono con il materiale di scarto durante il processo di arricchimento dell'uranio. Se da questo uranio di scarto si fanno delle munizioni e si dà velocità, perforeranno il cemento, l'acciaio e il ferro come un coltello caldo nel burro. Per questa arma non serve la polvere da sparo, occorre solo un impulso. Grazie al suo peso specifico, quasi 2 volte più pesante del piombo, la testata ha una forza distruttiva maggiore e distrugge tutto quello che incontra nella sua traiettoria. Inoltre il corpo del proiettile è ancor di più affilato. Una volta che colpisce l'obiettivo penetra come la punta di una matita nel temperino.

Il materiale che fuoriesce si riscalda per attrito ad una temperatura dai 1000 °C ai 5000 °C ed esplode. Una volta che colpisce un tank, il materiale si propaga: l'armatura, i missili, il serbatoio col carburante e la torre si disintegrano in varie direzioni, i membri dell'equipaggio si carbonizzano in una frazione di secondo.

A queste temperature l'uranio impoverito si riduce a nanoparticelle cento volte più piccole di un globulo rosso del nostro sangue.

Sono così piccole che possono essere assorbite dal sangue e depositarsi nel cervello, nei reni e negli altri organi, così come negli spermatozoi e nelle ovaie, causando gravi malformazioni ai neonati.

— La NATO ha costantemente usato l'uranio impoverito in Kosovo, Somalia, Libia e durante le due campagne militari in Iraq. In Afghanistan lo continua ad usare fino ai nostri giorni. Al momento queste munizioni sono in dotazione in 21-22 Paesi, comprese le potenze mondiali: Russia, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, etc.

Gli americani, che una volta hanno usato sfacciatamente la bomba atomica, ora insieme con i suoi alleati usano le munizioni all'uranio nel corso delle varie guerre gestite dalla NATO.

Non pensano alle conseguenze, nonostante i ricercatori militari siano ben consapevoli della loro letalità. Sono stato in Iraq e Kosovo. Abbiamo prelevato campioni dal suolo e delle acque, così come dai tessuti: in tutti i campioni di tessuto è stato rilevato l'uranio impoverito, e come se non bastasse l'uranio-236. Non è presente in natura, si crea in un processo non naturale.

— Le vittime dell'uranio impoverito hanno cercato giustizia nei tribunali, soprattutto in Italia, dove non ci sono centrali nucleari in funzione. I familiari di 16 dei 109 soldati che sono morti di cancro hanno fatto causa allo Stato ed hanno vinto. Durante il processo è stato dimostrato che le malattie mortali sono state provocate dal contatto con i proiettili di uranio in Kosovo, Iraq, etc. Queste famiglie hanno ricevuto risarcimenti 200mila a 1,4 milioni di euro.

— Mi sorprende che non ci siano proteste e appelli contro l'uso di munizioni all'uranio all'indirizzo delle Nazioni Unite o di Amnesty International. Sarebbe opportuno: nel 2001 — in Germania e in altri Paesi europei nei media si è parlato molto delle morti dei primi soldati portoghesi e spagnoli in Kosovo. Ma poi la NATO e l'ONU hanno dichiarato che questo tema deve essere cancellato nei media. Ci sono riusciti.

Tags:
Salute, Censura, Occidente, Armi, Uranio, mass media, ONU, NATO, Germania, USA
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