01:13 29 Settembre 2020
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In risposta alla richiesta di chiarimenti da parte dell'edizione brasiliana di Sputnik, la Taurus, il più grande produttore di armi in America Latina, ha negato di essere coinvolta in operazioni illegali.

Lunedì scorso la pubblici ministeri brasiliani avevano notificato alla società un avviso di garanzia per la vendita di armamenti ad un noto trafficante d'armi per la rivendita in Yemen bypassando l'embargo internazionale imposto nel 2014 per la guerra civile.

"La società dice che la suddetta esportazione di armi leggere è avvenuta a beneficio del governo dello Stato di Gibuti nel rispetto di tutte le disposizioni della legge e con l'ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie per la transazione. Nei confronti di Gibuti non è in vigore nessuna limitazione commerciale."

A sua volta il ministero della Difesa del Brasile ha diffuso una nota, in cui conferma la consegna di armi da parte della Taurus a Gibuti e che si tratta di armi leggere. Secondo il ministero, le bolle d'accompagnamento e la documentazione non consentono la ri-esportazione di armi verso Paesi terzi nel rispetto delle leggi.

Secondo la Procura brasiliana, un ex dirigente della Taurus aveva firmato un accordo per la spedizione di armi da 2 milioni di dollari ad un rivenditore internazionale nel 2013 e l'affare si sarebbe concretizzato nel 2015, ma l'operazione è stata scoperta dalla polizia federale del Brasile. Le indagini si sono concentrate su due ex dipendenti: l'ex direttore delle esportazioni Eduardo Pezzuol e l'ex supervisore del dipartimento di esportazioni Leonardo Sperry. La società Taurus non era stata accusata direttamente.

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Tags:
Armi, Commercio, Giustizia, Scandalo, Yemen, Brasile
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