23:18 20 Giugno 2019
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Olimpiadi e Paralimpiadi, tutte le incognite del rapporto McLaren

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Il cosiddetto rapporto McLaren, sulla base del quale gli atleti russi sono stati squalificati dai Giochi Olimpici e Paralimpici, non è in grado di sostenere una critica legale. Ne ha parlato il giurista sportivo statunitense ed editorialista per la rivista Forbes Ron Katz.

Katz ha lavorato nel sistema americano della giustizia 45 anni e fa notare che il testo del rapporto McLaren è stato redatto senza tener conto delle esigenze delle procedure necessarie per la giustizia americana.

In primo luogo, qualsiasi procedura per la risoluzione dei conflitti richiede neutralità e nel rapporto l'autore, l'avvocato canadese Richard McLaren, è definito «persona indipendente».

Allo stesso tempo, il rapporto sottolinea anche che McLaren era stato in precedenza membro della commissione indipendente della WADA (Agenzia mondiale antidoping), che ha pubblicato un rapporto sul doping nell'atletica leggera russa.

«Non c'è da meravigliarsi che il professor MacLaren debba alla fine venire a patti con se stesso», ha detto Ron Katz.

Secondo il giurista, persona indipendente bidone a redigere il rapporto sarebbe durata essere un individuo completamente esterno alla questione doping, in modo da garantire la correttezza e l'accuratezza delle indagini.

Un altro modo per garantire l'integrità del rapporto e la credibilità della procedura era il riconoscimento del diritto degli accusati di incontrare i testimoni dell'accusa, come previsto dalla Costituzione degli USA. Il rapporto ha anche citato testimoni che hanno accettato di testimoniare in privato, cosa che secondo McLaren era importante «per il lavoro di una persona indipendente».

«Certo, la Russia non può proteggersi da accusatori anonimi», sottolinea Katz.

Il professor McLaren ha ritenuto degno di fede il principale accusatore della Russia (Gregory Rodchenkov, ndr), che, secondo Katz, è un informatore che persegue i propri interessi.

L'unico modo per identificare tali interessi sarebbe un interrogatorio, ma né la Russia né nessun altro, hanno ancora avuto la possibilità di farlo, malgrado l'affermazione di un soggetto indipendente sul fatto che l'informatore sarebbe oggetto di «accuse fatte da vari individui e rappresentanti di organizzazioni». L'unica cosa certa di questo informatore è che ha partecipato alla presunta infrazione, ma questo fatto non può servire come garanzia che egli stia dicendo la verità — sostiene Katz.

Inoltre, il rapporto McLaren indica che «la persona indipendente non ha incontrato persone che vivono nella Federazione Russa, neppure funzionari del governo». Questo, secondo Katz, è in contrasto con un altro requisito procedurale, cioè la necessità di tener conto delle informazioni da tutte le fonti possibili.

 

«Il rilevamento e la scelta delle informazioni mina la credibilità del rapporto. Perfino il mancato tentativo di parlare con i funzionari russi, in sostanza, è ingiusto», ha sottolineato Katz.

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squalifica, Rapporto, doping, sport, Olimpiadi - Rio de Janeiro 2016, Paralimpiadi, WADA, Richard McLaren, Russia
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