04:55 16 Luglio 2018
Laboratorio anti-doping (foto d'archivio)

Accusatore del “sistema doping” in Russia ha rinunciato a presentare prove concrete al CIO

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Il capo della commissione indipendente dell'agenzia internazionale anti-doping (WADA) Richard McLaren si è rifiutato di fornire al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) le prove concrete sul “sistema doping” in Russia, riferendosi al fatto che si tratta di informazioni non urgenti.

Lo ha comunicato il presidente del CIO Thomas Bach in una conferenza stampa.

La commissione guidata da McLaren ha condotto una propria inchiesta dopo il reportage del canale ARD sul doping nello sport russo, rivelando i risultati il 18 luglio.

Nel dossier si afferma che in Russia durante le Olimpiadi invernali a Sochi veniva implementato un programma di doping di stato.

Il CIO ha preso in considerazione il dossier di McLaren e lo ha trasmesso alle federazioni sportive internazionali, che avevano la facoltà di decidere autonomamente sulla partecipazione degli atleti russi alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Questo dossier ha inoltre influenzato la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale relativa all'esclusione dell'intera squadra russa dai Giochi Paralimpici in Brasile.

"Ci siamo rivolti a McLaren con l'intenzione di ottenere prove concrete prima che i dati venissero trasferiti alla IAAF. In risposta abbiamo sentito che non aveva intenzione di fornire queste informazioni, in quanto le ritiene non urgenti e di vitale importanza per il CIO. Lo testimonia la corrispondenza di posta elettronica", — ha detto ai giornalisti Bach.

Ha dichiarato che il CIO prenderà tutte le misure per garantire l'analisi delle provette degli atleti russi che hanno partecipato ai Giochi di Sochi.

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Sport, doping, Olimpiadi - Rio de Janeiro 2016, Giochi Paralimpici di Rio 2016, Comitato Paralimpico Internazionale - CPI, CIO, IAAF, WADA, Richard McLaren, Thomas Bach, Russia
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