15:06 19 Aprile 2019
Crimea

L’Europa aggira le sanzioni e continua a fare affari con la Crimea

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Le aziende europee continuano a commerciare con la Crimea malgrado le sanzioni. Lo riferisce il Centro di ricerca sulla corruzione e sulla criminalità organizzata (OCCRP).

Secondo i risultati di un'indagine, negli ultimi due anni i porti crimeani hanno ospitato 24 navi battenti bandiera europea, 43 imbarcazioni registrate nell'UE e 22 bastimenti di beneficiari europei.

Al fine di aggirare le sanzioni, sostiene l'OCCRP, le imprese ricorrono a diversi espedienti. Esempi di questa condotta sono l'utilizzo sulle navi di bandiere di altri paesi, il ricorso ai servizi di aziende terze e l'arrivo nei porti russi disattivando il sistema di geolocalizzazione.

In questo modo un bastimento della tedesca Krey Schiffahrts GmbH ha raggiunto la Crimea nel luglio del 2014. L'azienda tedesca non ha risposto alle istanze dell'OCCRP, ma ha dichiarato che l'episodio le ha creato "grossi problemi".

In base al racconto di un ex funzionario della compagnia turca Palmali, le navi molto spesso cambiano bandiera durante l'avvicinamento alla penisola crimeana. Inizialmente utilizzavano la bandiera ucraina, poi quella russa.

L'OCCRP è un'associazione di media e singoli reporter che si occupano di indagini giornalistiche sulla criminalità organizzata e la corruzione. La maggior parte dei finanziamenti provengono dalla United States Agency for International Development e dallo United Nations Democracy Fund.

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Sanzioni, Affari, commercio, violazioni, Indagine, Blocco forniture alla Crimea, Unione Europea, Europa, Crimea
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