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    Russia, Lago Baikal: rischio disastro ambientale per progetto energetico in Mongolia

    © Sputnik. Yuriy Strelets
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    Il Lago di Baikal, la riserva d'acqua dolce più pura e grande del mondo, è minacciato.

    La Mongolia intende costruire centrali idroelettriche sul fiume Selenga, la principale fonte d'acqua del lago (fino al 80%) e nei suoi affluenti. L'economia della Mongolia ha un disperato bisogno di energia, oltre che di ridurre la dipendenza dalle centrali elettriche a carbone. Per l'agricoltura e i bisogni sociali e dell'industria il Paese necessita sempre più di acqua.

    Ma la costruzione della centrale idroelettrica e delle dighe sul principale affluente del lago russo provocheranno un significativo peggioramento della qualità dell'acqua e forse al prosciugamento dello stesso Baikal. Di fatto sarà un disastro ecologico.

    Sono stati elaborati 3 progetti per centrali idroelettriche: "Shuren" sul Selenga, "Orhon" e "Eg" sugli omonimi affluenti. Il più pericoloso progetto per il Baikal sembra quello sul fiume Eg. L'affluente del Baikal presso cui si apprestano a costruire la centrale, non è coperto dall'accordo russo-mongolo sull'uso dei fiumi transfrontalieri firmato nel 1995: qualsiasi progetto o sfruttamento del corso d'acqua è un affare interno della Mongolia.

    "Greenpeace" e l'organizzazione ambientale internazionale "Fiumi senza frontiere" hanno chiesto la sospensione del progetto della Mongolia per evitare conseguenze catastrofiche al lago russo. Secondo i geologi e biologi, la costruzione della centrale idroelettrica non solo danneggia il lago, ma può portare alla estinzione di specie rare di pesci e uccelli.

    "Nel caso di abbassamento del livello d'acqua nel lago e del suo graduale prosciugamento potrebbe ripetersi il disastro ecologico avvenuto con il lago d'Aral", — hanno avvertito al Ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali della Federazione Russa.

    Tutti i tentativi di Mosca per ottenere la sospensione dei progetti tramite mezzi diplomatici sono stati infruttuosi. Lo scorso giugno la posizione della Russia è stata espressa dal presidente Vladimir Putin in un incontro con il presidente cinese Xi Jinping e il presidente della Mongolia Elbegdorj Tsakhiagiin a Tashkent:

    "L'atteggiamento delle organizzazioni ambientaliste internazionali e della Russia rispetto al progetto è noto: la sua attuazione può dar luogo ad alcuni rischi per l'approvvigionamento idrico della regione di Irkutsk e per l'ecologia unica del lago. Per quanto riguarda il fabbisogno energetico della Mongolia, le centrali idroelettriche russe potrebbe aumentare le forniture di energia elettrica per le regioni settentrionali della Mongolia. Ci sono altre opzioni per risolvere questo problema. Siamo interessati all'elaborazione congiunta di soluzioni legate alla costruzione di infrastrutture con i partner mongoli e cinesi," — ha detto il capo di Stato russo.

    Le fonti di finanziamento dei progetti della Mongolia sono la Banca Mondiale e la Cina.

    Dopo gli appelli delle organizzazioni ambientaliste internazionali e le dichiarazioni del presidente russo, la Banca Mondiale ha riconosciuto la necessità di un'analisi approfondita per valutare l'impatto ambientale. La Cina ha sospeso le procedure per lo stanziamento di 1 miliardo di dollari per i progetti. Anche l'UNESCO si è schierato, esternando le sue preoccupazioni.

    Tuttavia il direttore del progetto della centrale Odhu Durza ha dichiarato che le preoccupazioni ecologiche della Russia sono infondate, e le obiezioni di Russia, Cina e UNESCO sono politicamente motivate.

    "Se rinunciamo, vuol dire che non possiamo fare nulla senza il permesso della Russia o della Cina," — ha detto, dopo aver sottolineato che il fiume Eg non attraversa i confini nazionali e la questione della costruzione della centrale idroelettrica è un affare interno della Mongolia.

    Dal momento che la Banca Mondiale e la Cina hanno sospeso l'erogazione dei fondi, Odhu Durza ha detto che il Paese è pronto a cercare finanziamenti da altri Stati, tra cui Norvegia, Corea del Sud e Giappone. Chi accetterà di partecipare al progetto che ucciderà il Baikal?

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    Tags:
    Ambiente, Energia, Economia, Baikal, Unesco, Banca Mondiale, Vladimir Putin, Mongolia, Cina, Russia
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