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    Turchia, base aerea di Incirlik

    “Armi nucleari USA in Turchia possono finire in mano ai terroristi”

    © REUTERS/ Umit Bektas
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    Le armi nucleari, custodite nella base aerea turca di Incirlik non lontano dal confine con la Siria, potrebbero cadere nelle mani dei terroristi o di "altre forze ostili", si afferma in un dossier dell'organizzazione apolitica e senza fini di lucro “Stimson Center”.

    "Se gli Stati Uniti siano in grado di tenere sotto controllo le circa 50 testate nucleari (bombe all'idrogeno B61) che si trovano nella base di Incirlik, tenendo conto delle tensioni interne in Turchia, è una domanda a cui non si può rispondere", — si afferma nel documento intitolato "B61 Life Extension Program: Costs and Policy Considerations".

    Secondo Laicie Heeley, uno degli autori del dossier, dal punto di vista della sicurezza continuare a conservare circa 50 testate nucleari USA presso la base aerea di Incirlik in Turchia a poco più di un centinaio di chilometri dal confine con la Siria è come "giocare alla lotteria".

    "Queste armi non hanno alcun valore pratico in Europa, ed oggi sono più legate agli impegni degli alleati della NATO," — ritiene la Heeley.

    Secondo il dossier, sarebbe più opportuno eliminare tutte le bombe all'idrogeno B61 dall'Europa, nonché annullare gli appalti per la conservazione nel territorio europeo. Tale mossa, secondo dei gli autori del rapporto, farebbe risparmiare circa 6 miliardi di dollari.

    "Queste bombe non sono adatte per le guerre moderne, sono incredibilmente costose e una mossa intelligente sarebbe quella di eliminare queste armi dall'Europa e cercare di rafforzare le forze armate convenzionali, che in realtà difendono i nostri alleati della NATO," — afferma il co-fondatore del "Stimson Center" Barry Blechman.

    In precedenza sulla rivista "New Yorker" era stato pubblicato un articolo in cui si sosteneva che il tentato colpo di Stato in Turchia ha messo in dubbio la sicurezza di un quarto di tutte le armi nucleari della NATO, che sono stoccate nella base di Incirlik.

    Secondo la rivista, a partire dalla metà degli anni '60 gli Stati Uniti hanno collocato in Europa occidentale, Grecia e Turchia più di 7mila armi nucleari. Tuttavia per la manutenzione, il trasporto e lo stoccaggio delle testate viene usato il personale di altri Paesi, suscitando così il timore che le armi possano essere rubate o utilizzate dagli alleati della NATO.

    In seguito è stato deciso di inserire nelle bombe degli interruttori con codici di sicurezza con lo scopo di bloccare la detonazione se si immette il codice errato.Il sistema di sicurezza può essere violato possedendo competenze tecniche, ritiene il "New Yorker". Se si dispone di un intervallo di tempo di poche ore, di strumenti e formazione si può aprire un deposito della NATO, prelevare le armi nucleari e bypassare il meccanismo di sicurezza. Dopodichè si potrebbe far detonare la bomba in pochi secondi.

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    Difesa, Sicurezza, Terrorismo, armi nucleari, Daesh, NATO, USA, Siria, Europa, Turchia
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