13:01 27 Maggio 2019
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La NATO non vuole risolvere i problemi perché comprometterebbe la sua esistenza

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La NATO non risponde all’appello della Russia per discutere la sicurezza dei sul Mar Baltico. Il politologo Dmitrij Zhuravlev ha dichiarato a Radio Sputnik che la tensione è un fattore importante per l'Alleanza.

Il direttore del Dipartimento di Cooperazione Europea del ministero degli Esteri russo Andrey Kelin ha riferito che la NATO non ha ancora risposto all'iniziativa della Russia di discutere la questione dei voli militari Baltico con i transpoder spenti.

Secondo il diplomatico, Mosca ha proposto di discutere questo tema tra la fine di agosto e l'inizio di settembre, invitando gli esperti militari della NATO nella capitale russa. Kelin ha fatto sapere che da ora in avanti gli aerei russi che voleranno a Kaliningrad manterranno il transponder abilitato. Il diplomatico ha notato che ora alla NATO si presenterà la dura lotta tra i cosiddetti "paesi di frontiera", che ostacoleranno qualsiasi contatto nella linea militare, e la gente di buonsenso che cosidera la discussione della questione semplicemente una necessità oggettiva.

In precedenza il vice ministro della Difesa russo, Anatoly Antonov, ha affermato che la Russia è pronta a collaborare per evitare gli incidenti in mare e in aria, sulla base degli accordi bilaterali in questo settore, così come alle consultazioni per affrontare i problemi comuni con i ministeri della Difesa di Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Svezia e Finlandia.

Secondo il politologo Dmitry Zhuravlev nelle constroversie nella NATO su questo problema la spuntano i cosiddetti "paesi di frontiera".

"La NATO è un'organizzazione militare e l'assenza di un nemico colpisce la sua stessa esistenza e, soprattutto, il suo finanziamento. Quindi è utile il mantenimento della tensione. Se il problema fosse risolto, sorgerebbe spontanea la domanda: è necessario assegnare alla NATO così tanti soldi? Perciò l'Alleanza deve dimostrare la sua utilità. Penso allora che l'unità della NATO nella controversia sarà stare dalla parte degli stati di frontiera", ha spiegato Zhuravlev.

A suo parere, sono proprio i Paesi Baltici i principali oppositori degli accordi di sicurezza nella regione.

"Per i Paesi Baltici non sono importanti le questioni tecniche, accendere o meno i transponder, ma mantenere la variante politico-militare: i russi non devono sorvolare i Paesi Baltici. Se discutessero la questione della disattivazione dei sistemi di identificazione, si accorgerebbero che si tratta di una necessità per il volo. Questo per loro sarebbe inammissibile. Per i Paesi Baltici non è una questione tecnico-militare, per loro è una questione politico-militare", ha sottolineato Zhuravlev.

Egli è convinto che la questione potrà essere risolta solo dopo le elezioni presidenziali americane.

"In realtà, tra tutti i membri della NATO solo gli USA possono influenzare i Paesi Baltici. Ma loro non avranno una posizione chiara fino alle elezioni: se vince Trump sarà una; se vince la Clinton sarà un'altra. I diplomatici americani non voglio esprimersi perima del tempo. Quindi la questione sarà risolta dopo le elezioni", ha dichiarato Zhuravlev.

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Cooperazione, politica, Problemi, risoluzione, Situazione NATO-Russia, NATO, Paesi Baltici, Russia, USA
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