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11:36 12 Novembre 2019
La bandiera turca

Relazioni Russia-Turchia: il retroscena della ricostruzione

CC BY-SA 2.0 / KLMircea / Bosphorus Bridge and Turkish Flag
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Il quotidiano turco Hurriyet sostiene che gli intermediari per il risanamento delle relazioni tra Russia e Turchia sono stati il generale dello stato maggiore turco, Hulusi Akar, il businessman turco Cavit Çağlar e il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev.

Fonti diplomatiche altolocate e militari hanno raccontato allo Hurriyet che alla fine d'aprile il capo di stato maggiore, generale Hulusi Akar, ha proposto al presidente Recep Erdogan il tentativo di risolvere la crisi tra i due paesi attraverso Cavit Çağlar, uomo d'affari operante in Daghestan. Çağlar è in rapporti con il capo della regione Abdulatipov Ramazan, il quale ha influenza sul sovrintendente alla politica estera russo Yuri Ushakov.

"Dopo l'incontro con Çağlar e Akari a Istanbul il 30 aprile, Erdogan ha dato il via libera all'operazione", scrive la pubblicazione. Egli ha nominato come referente di Ushakov per la Turchia il suo portavoce Kalyn, il quale ha preparato la bozza della lettera di scuse di Erdogan a Putin. "Tra Çağlar e Abdulatipov ha cominciato a funzionare una spola diplomatica, nel processo entrambe le parti hanno redatto e modificato il contenuto della lettera", aggiunge l'Hurriyet.

L'ambasciatore del Kazakistan ad Ankara, Zhanseit Tuymebayev, il 22 giugno ha convocato il portavoce di Erdogan per una comunicazione urgente. Secondo l'Hurriyet, dopo un incontro con Putin a San Pietroburgo Nazarbayev ha detto: se Erdogan è pronto ad inviare una lettera, il presidente russo è pronto ad accettarla.

Il giorno dopo l'ambasciatore kazako ha inviato un nuovo messaggio urgente a Kalyn, spiegando che il presidente del Kazakistan intende incontrare Putin il 24 giugno a Tashkent, prima della fine del vertice del Shanghai Cooperation Organisation (SCO). Se il messaggio fosse consegnato in questo momento, potrebbe aiutare a ripristinare le relazioni. Kalyn lo ha immediatamente segnalato a Erdogan, che a sua volta ha chiamato l'ufficio del capo di stato maggiore.

Allo stesso tempo, stando all'Hurriyet, Kalyn ha stilato una nuova bozza della lettera di Erdogan insieme ai traduttori russi e ai diplomatici dell'ambasciata kazaka di Ankara.

I media si sono dimostrati dubbiosi sulla presenza o meno di scuse nella lettera di Erdogan. Peskov ha confermato che la lettera contiene parole di rammarico.

Erdogan ha firmato la lettera e Kalyn ha subito lasciato Ankara alle 3 del mattino del 24 giugno. Il suo aereo ha fatto scalo a Istanbul, ha caricato Çağlar, il suo consigliere e l'interprete russo e alle 4.30 ha decollato di nuovo verso Tashkent.

In base all'Hurriyet, il ministero degli Esteri turco è riuscito all'ultimo momento ad ottenere l'autorizzazione per il volo attraverso la Georgia, l'Azerbaigian, il Turkmenistan, tuttavia lo spazio aereo dell'Uzbekistan era stato chiuso per lo svolgimento nel paese del vertice SCO. Nazarbayev ha proposto ai turchi di arrivare a Tashkent da Shymkent (Kazakistan) a bordo del suo elicottero presidenziale, ma l'aereo turco non disponeva di carburante a sufficienza. Il capo di stato kazako si è rivolto al presidente dell'Uzbekistan, Islam Karimov, chiedendo di autorizzare il volo dei "suoi amici turchi". Karimov ha dato il consenso. Quando l'aereo è atterrato a Tashkent erano circa le 12.15. Nazarbayev li stava già aspettando la delegazione turca. Il presidente del Kazakistan ha chiesto di vedere la versione russa della lettera e dopo averla letta attentamente si è dichiarato soddisfatto. I turchi solo allora hanno saputo che Putin era nella stanza accanto. Nazarbayev ha chiesto a Ushakov di unirsi a loro e gli ha detto che la lettera era accettabile.

L'Hurriyet sostiene che Ushakov ha mostrato la lettera a Putin e l'ha restituita alla delegazione turca. Secondo lui, Putin ha approvato il testo, nonostante l'abbia trovato "un po' più vicino alla posizione turca". Kalyn e Ushakov hanno convenuto che la dichiarazione della lettera sarebbe stata fatta il 27 giugno a Mosca dopo essere stata vagliata da Ankara.

La crisi tra Russia e Turchia è scoppiata nel novembre 2015 in seguito all'abbattimento di un caccia russo da parte dell'Aeronautica militare turca in Siria. Putin ha definito l'accaduto "una pugnalata alle spalle" dai fiancheggiatori dei terroristi e Mosca ha introdotto una serie di misure restrittive nei rapporti economici con Ankara.

Alla fine di giugno Erdogan ha inviato una lettera di scuse a Putin, spiegando che, oltre al rammarico per l'uccisione del pilota russo, la Turchia ha intenzione di ricostruire i rapporti con Mosca.

Agli inizi di luglio Putin ed Erdogan hanno avuto un colloquio telefonico. Dopo la telefonata il presidente russo ha ordinato al governo di avviare il procedimento di normalizzazione dei rapporti economici e commerciali con la Turchia e la rimozione dell'embargo.

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relazioni, accordi, retroscena, lettera, Rapporti Russia-Turchia, Crisi Turchia-Russia, Recep Erdogan, Vladimir Putin, Turchia, Russia
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